Esultano Parma, Trapani e Cuneo, tra i piccolini. Lamezia Terme e Reggio Calabria, dove la Regione ha tagliato le tasse aeroportuali. Ma anche Milano e Bologna, per citare gli scali meglio collegati d’Italia. Ryanair investe negli aeroporti nazionali e relega la Sardegna a un ruolo da Cenerentola. Su trenta nuovi collegamenti, rispetto a un pacchetto europeo fatto di sessantacinque voli, solo uno è programmato nell’Isola, tra Varsavia Modlin, a quaranta chilometri dalla capitale polacca, e Alghero.
Il cartellone
Dunque, gli irlandesi snobbano la Sardegna a questo giro. Se sia un segnale preciso, è presto per dirlo. In ogni caso è un messaggio, considerando che piccoli aeroporti come quello di Trapani hanno incassato in un solo colpo tre nuove tratte. Due nazionali, per Bari e Verona, e una europea verso Bournemouth, città inglese sulla costa meridionale. Nulla a che vedere con il trattamento riservato alla nostra Isola, visto che la frequenza trisettimanale tra la Riviera del Corallo e la Polonia (prima partenza il 29 marzo).
Lo shopping dei cieli targato Ryanair porta con sé molti elementi sulla forza della low cost irlandese. Su tutto la compagnia guidata da Michael O’Leary ha una prerogativa che pochi vettori possono vantare: l’acquisto continuo di aerei. Proprio a Cagliari, meno di un mese fa durante un convegno, i vertici dell’azienda hanno annunciato l’arrivo di trecento nuovi velivoli entro il 2027. Queste sessantacinque rotte che prendono il volo a ridosso della Pasqua sono possibili grazie ai Boeing ordinati senza soluzione di continuità.
Lo scenario
Per portare il verbo dell’espansione commerciale, Eddie Wilson, amministratore delegato della compagnia (O’Leary guida la holding) sta girando l’Europa per spiegare strategia e obiettivi. Sempre con la bussola rivolta sull’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, tassa tutta italiana che ai manager irlandesi non piace.
Wilson è tornato alla carica e ha espressamente fatto i nomi degli aeroporti “bravi”, in quelle regioni che hanno deciso di farsi carico del balzello nazionale coprendolo con proprie risorse (l’imposta è nazionale e solo il Parlamento può cancellarla). Wilson ha commentato anche la decisione dell’Emilia Romagna di eliminare l’addizionale: «Bene hanno fatto Forlì, Rimini e Parma. La nostra strategia è chiara: se volete traffico, connettività e posti di lavoro nei vostri territori, eliminate questa stupida tassa e lasciate che Ryanair continui a crescere fortemente nella vostra area». In Emilia, va detto, l’investimento pubblico ha riguardato scali con un traffico sotto i 700mila passeggeri. Una strategia, in ogni modo. La Sardegna nicchia. La Regione non decide. Chissà ancora per quanto tempo ancora. ( al. car. )
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