Il devastante incendio del 2021 continua a mietere danni e vittime a distanza di oltre 4 anni. Oltre 500 aziende agricole sono ancora in attesa di ristori nonostante la domanda presentata per la misura 5.2 del Psr 2024. Nessun ripristino strutturale per le aziende e solo il 10% delle domande presentate è stato ritenuto finanziabile, mentre il restante 90% è a secco. Ad oggi mancano all’appello oltre 40 milioni di euro, tanto è il danno subito dalle aziende agricole colpite.
La testimonianza
Vanni Cocco, imprenditore agricolo dell’azienda olearia Peddio: «Abbiamo presentato la domanda ma siamo arrivati oltre la 200esima posizione. Una beffa atroce dopo oltre 50 anni di attività professionale sul territorio che abbiamo valorizzato con le nostre produzioni». A denunciare la drammatica situazione per le imprese agricole la Coldiretti, durante un incontro svolto ieri a Cuglieri. «A distanza di 55 mesi, famiglie e aziende agricole attendono ancora risposte. Dopo l'incendio solo il silenzio da parte di chi era chiamato a darle, mentre le imprese continuano a pagare il prezzo più alto di una tragedia che non può e non deve essere archiviata».
La richiesta
Per questo l'organizzazione di rappresentanza agricola ritiene «fondamentale reperire ulteriori risorse per consentire lo scorrimento della graduatoria delle domande presentate nel 2024 sulla misura 5.2 del PSR. In alternativa, se questo non fosse possibile, è necessario attivare strumenti dedicati ed efficaci per sostenere le aziende agricole che hanno subito questi danni». Il presidente di Coldiretti, Paolo Corrias: «Il prezzo pagato da queste realtà imprenditoriali non è stato solo economico, ma anche territoriale e sociale. Per molte aziende si è trattato di un colpo che non potrà mai essere completamente ripagato. In questi anni, mentre alcune aziende chiudevano, altre non hanno potuto nemmeno accedere ai bandi per gli investimenti. La sottomisura 5.2 del Psr avrebbe dovuto garantire la vitalità e la permanenza delle aziende sul territorio, attraverso il ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico. Questo, però, non è avvenuto proprio perché le aziende sono risultate prive dei requisiti economici. Oltre al danno, la beffa».
L’allarme
Gli fa eco il direttore di Coldiretti, Emanuele Spanò: «Per sopravvivere le aziende hanno dovuto attingere alle proprie risorse e ora che lo strumento Srd01 del Csr potrebbe consentire investimenti per accrescere competitività e redditività, non hanno più la capacità economica per sfruttarlo».Dal 2021 a oggi molte aziende non ce l’hanno fatta e hanno dovuto cessare l’attività, altre sono sopravvissute ma non hanno potuto utilizzare quelle risorse perse per rafforzare la propria struttura aziendale perdendo competitività. «Tante, troppe le promesse fatte dopo il terribile incendio. Ma oggi le imprese agricole del Montiferru non possono più aspettare: hanno bisogno di risposte concrete, immediate per pianificare le proprie attività», conclude Spanò.
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