Sestu.

Roghi di rifiuti, emergenza inquinamento 

Aria irrespirabile da via Verdi a via Dante: «A rischio la nostra salute» 

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Il fumo nero e l’odore acre, inconfondibile, di plastica bruciata. Si susseguono a Sestu le segnalazioni di incendi di rifiuti. Nell’abitato, per la disperazione dei residenti, che denunciano a gran voce: «Qui non si respira». Una vera e propria emergenza sanitaria.

Allarme

Il caso esplode per gravità in via Verdi, ma arrivano segnalazioni anche da via Dante. «È ormai da anni che dura questo problema», denuncia Pierangelo Pino, «tant'è vero che una sera si sentiva talmente forte l’odore di plastica bruciata che entrava dentro casa, anche con le finestre chiuse».

Laura Piras prosegue: «Periodicamente si sente l’odore e si vede il fumo, sia dalla zona di via Verdi che da quella di via Cilea. Martedì scorso lo hanno acceso verso le 16.30, quindi il fumo si vedeva anche da lontano perché c’era ancora visibilità. Ma solitamente lo fanno di notte per evitare che si veda la nube e non capirne la provenienza».

La paura è tanta, così come il malessere tra gli abitanti ormai al limite della sopportazione: «L’aria era irrespirabile, acre e il circondario dove vivo era ricoperto da questa nube di fumo, dall’odore non sembrava di legna o sterpaglie bruciate, ma ben altro. Mi sono dovuta coprire naso e bocca per poter uscire fuori, e ovviamente ho chiuso tutte le finestre della casa».

Tante denunce

Una situazione che i cittadini hanno più volte fatto presente, ma apparentemente senza che nulla cambi. Succede in zone che confinano direttamente con i terreni di campagna, ma comunque vicinissimo al centro della città. Spesso accade nelle ore notturne e quindi sembra difficile individuare i responsabili: «L’ultima volta ho provato a chiamare i carabinieri, ma mi hanno risposto che a quell’ora non avevano personale da mandare, allora ho chiamato i Vigili del Fuoco, ma anche loro non potevano intervenire. Alle fine nessuno si muove», continua Pino.

Le indagini

Polizia locale e barracelli hanno intensificato i controlli. Le zone dei roghi vengono ispezionate, alla ricerca di qualsiasi indizio che possa attribuire un nome ai responsabili: a volte può bastare uno scontrino. Dietro c’è lo smaltimento illegale di rifiuti, reato penale punito fino a 5 anni di reclusione. Inoltre, spesso potrebbe trattarsi di merce rubata di cui i responsabili si liberano, dopo aver tenuto quanto poteva essere utile. Ma dato che gli incendi avvengono di notte, quando il personale non è più in servizio, non sempre è possibile un intervento immediato. Così, agli abitanti non resta che turarsi il naso e denunciare a più riprese un problema sempre più grave. «Bisogna intervenire al più presto», continua Piras, «è a rischio la nostra salute».

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