Tutti i dubbi sono caduti ieri mattina con il ritrovamento degli inneschi all’altezza del chilometro 25 della vecchia Orientale Sarda. Il rogo che ha devastato una decina di ettari del rigoglioso bosco alle falde dei Sette Fratelli, la catena montuosa più alta del sud della Sardegna, minacciando di ridurre in cenere il borgo-gioiello di San Gregorio, è certamente doloso.
Il bilancio
Sarebbe stato appiccato in due, forse in tre punti, da un lato della strada a meno di un chilometro di distanza dall’antico villaggio, dove è andata distrutta una casa. Dieci gli ettari di bosco andati in fumo. Enorme il danno ambientale con la cenere che ora ricopre il terreno fra gli alberi ridotti a scheletri neri. Ieri mattina è scattata la bonifica e la messa in sicurezza del sito. Ma sul bosco si continua a vigilare. «Abbiamo operato anche tra cavi di corrente elettrica a terra – ha detto uno degli uomini con la divisa della Protezione civile –, in zone scoscese, senza neppure la possibilità di utilizzare i telefonini. Una zona totalmente isolata».
Chiusa e dichiarata inagibile la villetta aggredita dalle fiamme ieri sera a pochi passi dalla parte storica del borgo, dove è andata a fuoco anche una vecchia auto d’epoca e mobili all’interno. Il proprietario ha trovato riparo da familiari. Ha rischiato anche un’altra famiglia che abita in una casa nel bosco: il fuoco è infatti arrivati sino al cortile, con i Vigili del fuoco e i volontari del Masise che sono accorsi all’interno trovando due donne che per fortuna stavano bene. «Alla fine – ha detto Alberto Paretta, del gruppo del Masise – si è tirato un sospiro di sollievo: le due donne erano in casa, spaventate, ma non avevano avuto danni».
Quasi un miracolo, come dicono gli stessi soccorritori: i danni sono stati limitati dallo straordinario impegno della macchina antincendio e dal coraggio della squadra di volontari della Protezione civile. Per ore hanno operato dall’alto due canadair e quattro elicotteri. Da terra diverse squadre di Vigili del fuoco, dell’Azienda Forestas, della Forestale di Campuomu che ha coordinato le operazioni, dei volontari del Masise, del Vab e del Maestrale. Sul posto è intervenuta anche una squadra della Protezione civile francese arrivata con i propri mezzi.
Rabbia e polemiche
«Sinnai colpita al cuore», ha scritto sui social la sindaca Barbara Pusceddu, ringraziando tutte le persone coinvolte nelle operazioni di spegnimento e nell’assistenza alla popolazione.
Sulla vicenda si registra anche l’intervento della minoranza consiliare. «Le fiamme – hanno detto i consiglieri Walter Zucca, Roberto Loi e Aldo Lobina – ha colpito in una zona impervia. La difficoltà delle comunicazioni (vedi la linea telefonica), addirittura assenti in ampi tratti non coperti dalla rete cellulare, hanno fatto il resto, costringendo i soccorritori a vere e proprie azioni di salvataggio. A loro vanno tutti i nostri ringraziamenti. Queste carenze emergono in maniera drammatica in questi momenti. A nostro parere, occorre investire in prevenzione e nel potenziamento delle risorse per le associazioni di protezione civile».Durante le fasi di bonifica è stata anche segnalata la presenza di cumuli di rifiuti che avrebbero alimentato il fuoco.
Le indagini
Ora l’attenzione è però rivolta soprattutto alle indagini subito scattate per individuare i piromani. L’inchiesta è condotta dalla Forestale. Ci sarebbero già stati degli interrogatori e qualcuno potrebbe aver visto qualcosa. Ma tutto resta al momento top secret.
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