Domusnovas.

Riti e superstizioni sul lutto, esperti a confronto 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Un interessante viaggio attraverso i riti, le tradizioni e soprattutto le superstizioni legate al culto dei defunti in Sardegna. È quel l’associazione di ricerca storica Circhiòla ha offerto ai tanti presenti con la conferenza “La Sardegna nel lutto, tra rito e mistero”.

Un tuffo in un passato imprecisato dell’isola nel quale curiosi rituali, ataviche credenze e figure minacciose e misteriose caratterizzavano ogni aspetto del “trapasso” ma del quale l’antropologa Grazia Villani ha anche illustrato le poche prove storiche esistenti, datate ai primi decenni del XX Secolo ma che in certi casi arrivano anche fino al 1980. Inframmezzato dalla fisarmonica del maestro Josto Portas e dai contributi teatrali delle socie dell’associazione, il racconto ha preso in esame sia i curiosi rituali volti ad assicurare il trapasso ed evitare il ritorno del defunto (porte e finestre prima spalancate poi subito chiuse, orologi volutamente fermati, specchi coperti con teli neri, focolari spenti e non solo) sia le misteriose figure a metà tra verità, leggenda e superstizione, legate al lutto. L’antropologa ha ricordato le note Accabadoras ma anche le meno conosciute Attitadoras, le Panas e le temute Surbiles, le donne vampiro che succhiavano il sangue ai bimbi non ancora battezzati.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?