Soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti. Fabio Pisacane va oltre il risultato dell’amichevole giocata e pareggiata ieri in Germania contro l’Union Berlino. «Dispiace subire due gol nel finale in quel modo, però ci sono stati tanti spunti positivi e ci concentreremo su quelli, senza tralasciare gli errori e le imperfezioni che ancora ci sono», ha tenuto a precisare l’allenatore del Cagliari. «Siamo soddisfatti per l’aumento dei carichi di lavoro e del minutaggio, avvicinando tanti ragazzi alla migliore condizione», ha poi puntualizzato. «Portiamo a casa molte note positive, considerando che diversi elementi lavorano con noi da poco».
Rossoblù in vetrina
Gli applausi del tecnico napoletano per Mendy e Trepy si sprecano. «Parliamo di due ragazzi cresciuti con noi, ancora giovani, ma non per questo dobbiamo tenerli fuori dalle responsabilità», la premessa. «Conosciamo il nostro percorso e quelle che sono le nostre idee, lavorando con calciatori dall’età media bassa e se possibile cresciuti in casa, però è giusto dare a ciascuno di loro anche fiducia e responsabilità non limitandoci alla mera parola giovani».
Il caso Esposito
Pisacane si è soffermato anche sul caso Esposito prendendo spunto dai tanti tifosi rossoblù presenti ieri allo stadio berlinese. «Ricevere la passione dei tifosi è fondamentale per noi, li ringraziamo una volta di più per avere macinato tanti chilometri al fine di essere al nostro fianco anche molto lontano dall’Isola». Gli ha voluto così rendere omaggio. Aggiungendo: «Queste giornate certificano quelli che sono i valori alla base del Cagliari, di chi indossa la maglia e di chi ama questa squadra. La nostra ambizione deve essere sempre accompagnata da integrità e perseveranza, bisogna ricordarsi ogni giorno che rappresentiamo una maglia gloriosa, che ci vuole rispetto per questi colori e per questi tifosi, oltre che per la società, per lo staff e per tutte le persone che lavorano nel Cagliari. Dispiace per ciò che è successo negli ultimi giorni», ha sottolineato Pisacane, «ma ribadisco che il gruppo viene davanti a ogni cosa e va protetto».
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