La giornalista di Sky TG24 ospite su Videolina

«Risparmiamo di più per lo scenario generale di insicurezza» 

Trump, Putin, Groenlandia, dazi: la lettura di Mariangela Pira 

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Mariangela Pira, sarda di San Gavino, è una delle voci più autorevoli dell’informazione economica in Italia. Giornalista di Sky TG24 e curatrice del podcast #3Fattori, segue gli equilibri globali guardando alle ricadute su famiglie e imprese. Esperta di Cina e America, ecco - Su Radar, Videolina - la sua lettura dei cambiamenti. Nel mondo insicuro, dove «non siamo più tranquilli come un tempo».

E così siamo più risparmiatori di prima.

«Paradossalmente, più di quando, secondo alcuni, si stava peggio. Adesso sembra che tutto sia meglio, ma di fatto sei insicuro sulla casa, sulle spese, sulla salute. Come se dovesse succedere qualcosa. Quindi si risparmia, si teme di non avere i mezzi per affrontare un episodio di crisi, qualsiasi essa sia».

L’Asia corre, l’Occidente che cosa non ha capito?

«Penso che vediamo ancora le cose con le nostre lenti occidentali. Se vado a fare la corrispondente in Cina, dovrò cercare di capire il Paese sulla base di quello che mi raccontano i cinesi, altrimenti dico solo il mio parere e racconto quello che penso come risposta. Ecco, noi abbiamo fatto questi errori».

Anche con la globalizzazione? Dicevamo scambi commerciali uguale stabilità.

«Ci dicevano che avrebbe portato tante cose. È stato così? No, i ricchi si sono arricchiti e i poveri si sono impoveriti, tanto che l’indice di Gini (misura la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, ndr), si è ampliato tantissimo. Quindi i nodi stanno venendo al pettine».

Chi li scioglie? Diritto, diplomazia?

«C’è diplomazia oggi? No, c’è la legge del più forte. Neanche più rivestita di etica».

Stati Uniti-Cina. Trump urla e Xi Jinping attende.

«La Cina non è una democrazia liberale. Non ha le elezioni di medio termine. Non ha un problema di tempi, come Trump. Ma come viene usato il potere in Cina? In modo molto sacrale, ieratico. Anche Putin lo intende così, ma è più nascosto, lo utilizza in modo diverso. Invece, l’ostentazione muscolare di Trump a Xi Jinping dà fastidio. Secondo me lo ritiene anche rozzo, perfino incolto».

La via della seta. Il governo cinquestelle aveva visto giusto? L’Italia si è ritirata per pressioni europee e americane...

«Vediamola fuori dai partiti. Ci siamo staccati perché stiamo con l’Alleanza Atlantica. Ma i rapporti stanno cambiando, sono diversi per volere di Trump. La mancanza di diritti in alcune parti del mondo è la stessa che oggi osserviamo in Massachusetts e in Minnesota. E quindi voglio essere alleata di persone così? È una domanda che ci dobbiamo fare».

Un alleato che sta creando difficoltà alle nostre imprese.

«Guardiamo a dazi e dollaro. È un dazio anche il dollaro debole. E allora perché non guardare ad altre geografie? La Cina sa fare questi compiti a casa. Noi dovremmo chiederci quello che ci serve».

Ci servono le terre rare. L’argento. E i cinesi sono i raffinatori più capaci. È un po' come dire che la transizione energetica è nelle loro mani.

«Il punto è proprio questo. Le terre rare le abbiamo tutti, ma come le estrai? E poi come e dove le raffini? C’è un alto impatto ambientale. E dove fai tutto questo? Non a casa tua».

In Groenlandia?

«A Trump serve un posto per la raffinazione. Non può in Cina, che ora ha tagliato l’esportazione di terre rare negli Stati Uniti. Quindi meno chip per la difesa e per la transizione energetica. È per questo che Trump con Xi Jinping abbassa la cresta».

Intelligenza artificiale. Spinta sui mercati o rischio bolla?

«Negli anni ’90 col cellulare non si faceva granché. Oggi facciamo tutto. Ma ci ha portato benessere? Stiamo di più con la famiglia? E l’intelligenza artificiale cosa cambierà? Chi ci guadagnerà? Guardiamo il boom di internet. Hanno guadagnato quelli che sono arrivati dopo: Facebook, Twitter, Amazon eccetera».

Ma per capirlo bisognerà investire ancora…

«Per forza. Ma queste aziende vedranno il ritorno di questi investimenti? O il business sarà di coloro che approfitteranno di queste tecnologie? Dobbiamo diffidare di chi dice che ha capito tutto. Perché non abbiamo idea di molte cose che vedremo».

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