Macomer.

Riscuotevano debiti di droga, coppia di estorsori in cella  

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Avrebbero minacciato una persona e cercato di estorcere del denaro per far pagare un debito di droga. La vittima però ha informato i carabinieri che hanno subito predisposto un servizio accurato, riuscendo a scoprire e arrestare due persone. Si tratta di Antonio Falchi, 49 anni, disoccupato di Macomer, e la sua compagna, Agata Scarpulla, 47 anni, residente a Bosa, entrambi con precedenti penali. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Macomer, coordinati dal comandante, il capitano Giovanni Maria Seu. I due indagati – la cui effettiva posizione sarà verificata nel corso delle indagini – sono finiti in manette, con l’accusa di estorsione e detenzione di materiale esplodente. Ieri entrambi, assistiti dall’avvocato Antonello Spada, sono comparsi davanti alla gip Cristiana Argiolas (pm Lorenzo Cosseddu) negando ogni addebito. Al momento restano in cella in attesa delle decisioni del magistrato.

L’indagine

I militari sono partiti da una denuncia effettuata da una persona del posto, che ha dichiarato di ricevere minacce e richieste estorsive per un debito di droga contratto con i due indagati. Dopo aver predisposto una mazzetta civetta di denaro, fotocopiando le banconote, i militari hanno organizzato un servizio di osservazione vicino al punto dell’incontro, concordato tra la vittima e i due estorsori. All’appuntamento i due indagati si sono fatti consegnare 260 euro in contanti. Ad assistere alla scena erano però presenti i carabinieri della stazione di Macomer e i colleghi dell’Aliquota operativa, che hanno documentato tutto. Dopo che è stata fatta allontanare la vittima, i militari sono entrati in azione, arrestando subito la coppia.

In casa

Alla seguente perquisizione, Falchi e Scarpulla sono stati trovati in possesso delle banconote che avevano poco prima ricevuto e nascosto con altro denaro. La verifica dei numeri seriali sulle banconote ha consentito ai militari di stabilire che alcune erano quelle che erano state fotocopiate in precedenza. I carabinieri hanno quindi proseguito la perquisizione nell’abitazione di Falchi, che ha permesso di ritrovare, in una camera da letto, un ordigno esplosivo, fatto in maniera artigianale, assieme alla miccia, del peso complessivo di circa 150 grammi. Entrambi gli indagati sono stati arrestati in flagranza di reato e accompagnati in cella. Ieri l’udienza di convalida.

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