Un lungo intervento di restauro per riqualificare la struttura e sistemare i nuovi arredi. Dopo un’attesa durata sei anni, riapre a Serdiana la casa per anziani. Il Comune ha affidato la gestione alla coop sociale “Adi 2009” di Cagliari che si è fatta carico dei costi di ristrutturazione: «Era una delle priorità del nostro programma – ha detto il sindaco Maurizio Cuccu durante la cerimonia di inaugurazione – l’iter per la riapertura è stato lungo, anche a causa della pandemia. Siamo felici per il risultato raggiunto. È un servizio fondamentale per il paese e per tutto il Parteolla».
La nuova struttura opererà subito come comunità integrata, in grado di accogliere anche soggetti non autosufficienti: 25 i posti a disposizione con l’obiettivo di ampliare l’offerta nei prossimi anni. «Manca ancora qualche dettaglio ma puntiamo ad essere operativi entro la fine del mese – ha assicurato il presidente di Adi 2009, Alessandro Aresu – gli ospiti e i loro familiari troveranno un luogo sicuro ed accogliente. L’idea è anche quella di adibire il piano terra a centro diurno. Abbiamo tutte le carte in regola per avere le autorizzazioni». All’interno della comunità integrata lavoreranno Oss e infermieri qualificati, una cuoca e un’educatrice. «Il personale sarà quasi tutto del posto – spiega Aresu – questo aiuterà a rendere un servizio migliore alla comunità con una struttura aperta che sia vissuta un po' da tutti. Anche per le forniture ci rivolgeremo agli esercizi commerciali del paese».
Ogni anziano potrà beneficiare di un progetto assistenziale personalizzato. «L’obiettivo è offrire ai nostri ospiti un ambiente dignitoso, non solo per la fase terminale ma per il proseguimento della loro vita – ha detto il coordinatore sanitario Gaetano Calatri – questo non sarà un ospizio ma un luogo di integrazione sociale con attività psicoeducative, riabilitative o ricreative che promuovano il benessere degli ospiti e delle loro famiglie». Una sfida benedetta dal parroco don Mario Cugusi; «Nella vecchia gestione eravamo abituati a venire anche con i bambini e le persone del vicinato per la messa della sera. Cercheremo di ripetere l’esperienza, è importante che ci sia un bel rapporto con la comunità. Riavere una casa per i più fragili è una bellissima notizia».
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