Da oltre 20 anni una parte dello sviluppo edilizio di San Gavino è bloccato per i vincoli imposti dal piano di assetto idrogeologico, ma ora arriva un ulteriore finanziamento regionale di un milione e 50mila euro per lo spostamento del rio Pardu e in particolare per realizzare l’ultimo tratto di questi lavori. Lo annuncia il sindaco Stefano Altea, che ha la delega ai lavori pubblici: «L'opera finanziata è di estrema importanza perché andrà a raccogliere la maggior parte delle acque che ora confluiscono nel vecchio canale parzialmente tombato mettendo al sicuro tutte le abitazioni nelle prossimità dello stesso rio Pardu: con questi soldi si potrà realizzare l'ultimo tratto a monte del Rio Pardu (zona incrocio ingresso vecchio ospedale). Con il primo stralcio, interamente coperto grazie ai 700.000 recentemente assegnati dalla regione al Comune, sarà possibile costruire il canale dal nuovo ospedale al canale del Rio Mannu, nei pressi della strada provinciale per Pabillonis».
I numeri
Ora l’amministrazione resta in attesa dell'ultimo finanziamento per la realizzazione dei due ponti in prossimità del nuovo ospedale e dell’incrocio vecchio ospedale per avere tutte le risorse per completare il progetto originario. «Complessivamente – aggiunge il sindaco - occorrono 7 milioni per l'intera opera. Confidiamo di poter fare la gara per I lavori del primo stralcio (il progetto definitivo è già pronto) entro l'estate. Siamo in attesa della delibera di non assoggettabilità a valutazione ambientale da parte della giunta regionale».
I residenti
Ora i cittadini aspettano come nel caso di Liliana Cinus, costretta col marito a acquistare un altro terreno per costruire una casa: «Mi chiedo se a questo punto i terreni saranno liberati dal vincolo idrogeologico. Abbiamo acquistato nel 2004 e siamo in questa situazione da 20 anni. Siamo stati costretti a comprare un nuovo terreno e ad edificare altrove perché il nostro è ancora vincolato. Ci sono tante aree del paese che hanno le stesse problematiche e molte persone sono andate altrove. Diverse amministrazioni si sono passate la patata bollente: speriamo bene».
Il dibattito
Per il consigliere Nicola Orrù questo finanziamento serve a completare l’iter di un’opera già prevista dalle precedenti amministrazioni: «Ma visto l’aumento dei prezzi post Covid, per me è un atto dovuto e necessario per garantire la realizzazione dell’opera, mentre il sindaco continua con la sua propaganda elettorale ormai dopo quasi due anni dal suo insediamento, attendiamo meno parole e post sui social e più fatti concreti».
Per Nicola Ennas si tratta di un’ottima notizia per completare l’opera: «Già la precedente amministrazione aveva impostato la realizzazione per stralci funzionali. L'opera è strategica per svincolare dal rischio idrogeologico l'area. Considerato che a distanza di quasi 2 anni non hanno ancora avviato i lavori del primo stralcio, resta da capire perché tanta enfasi nei proclami, servono fatti. Non vedo differenze sostanziali nelle tempistiche rispetto alla precedente amministrazione: non si nota ancora un cambio di passo annunciato».
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