Emergenza giovani

«Ringraziamo che nostro figlio sia vivo» 

I genitori del 16enne picchiato fuori da scuola a Monserrato: «Furia immotivata» 

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«È assurdo che nostro figlio abbia rischiato di morire per un’aggressione immotivata. Ringraziamo i due amichetti, un vigilante e un altro uomo intervenuti per bloccare quel ragazzo accecato dalla rabbia non si sa per quale motivo e per evitare conseguenze ben peggiori, forse tragiche. E per fortuna che non aveva un coltello, altrimenti chissà come sarebbe potuta finire». I genitori del 16enne pestato selvaggiamente all’uscita di uno degli istituti superiori, a Monserrato, giovedì scorso, sono ancora scossi per quanto accaduto. Il figlio in questi giorni dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico per la frattura dell’orbita oculare all’ospedale Brotzu, reparto maxillo facciale. Il papà e la mamma del ragazzino lanciano un appello: «Siamo preoccupati non solo per nostro figlio ma anche per gli altri ragazzi: non è possibile che possano avvenire dei pestaggi senza alcun motivo davanti a una scuola». Le indagini della Squadra Mobile di Cagliari sul gravissimo episodio vanno avanti, ma il responsabile dell’aggressione sarebbe già stato identificato: si tratterebbe di un diciassettenne residente nell’hinterland.

Il primo incontro

Il sedicenne finito in ospedale (è stato soccorso e poi accompagnato con assegnato un codice rosso dal 118), non conosceva quel ragazzo più grande di lui di un anno. Sapeva il suo nome, ma non ci aveva mai avuto a che fare. «Sappiamo che due giorni prima stava cercando nostro figlio. Ha detto che voleva parlare con lui», sottolinea la madre della vittima. «Giovedì ha terminato le lezioni un’ora prima, e quando è uscito si è trovato ad aspettarlo quel ragazzo, un tizio molto grosso. Non c’è stato alcun scambio di parole. L’aggressore si è avvicinato e gli ha sferrato un pugno in faccia».

L’intervento

Il sedicenne è caduto a terra, sbattendo anche la testa. Ha perso i sensi. Ma questo non ha portato l’altro a calmarsi. Anzi. «Ha continuato a colpirlo con una raffica di pugni, usando anche un anello che aveva a un dito. Questo gli ha provocato probabilmente traumi e ferite ben più gravi». Due amici dello studente hanno provato a fermare l’aggressore. «Ringrazio di cuore questi ragazzi, così come la guardia giurata e un altro uomo che sono accorsi appena hanno capito cosa stava accadendo», aggiunge ancora la mamma del sedicenne. Il giovane violento a quel punto si è allontanato, mentre venivano chiamati i soccorsi per portare la vittima in ospedale, urgentemente. «Per ora gli hanno assegnato trenta giorni di cure. Ma dopo l’intervento chirurgico e le varie visite, in particolare quella oculistica, avremo un quadro preciso delle conseguenze».

L’ipotesi

Ma se il sedicenne non aveva mai scambiato nemmeno un parola con il suo aggressore, perché è stato picchiato selvaggiamente? I genitori del ragazzo hanno un’ipotesi che è la stessa avanzata dagli agenti della Squadra volante, intervenuti dopo il pestaggio, e sotto verifica da parte degli investigatori della Mobile: «L’unico collegamento è una ragazzina, attualmente fidanzata con il diciassettenne e che in passato, quasi un anno fa, si era frequentata con nostro figlio. Ma non si sentivano più davvero da molto tempo».

I timori

Ora la speranza è che il loro figlio si riprenda e che non abbia lesioni permanenti. Ma i genitori del ragazzo hanno anche delle paure: «Bisogna capire se questo diciassettenne possa rappresentare un pericolo anche per altri ragazzi. Non vogliamo che possa fare del male ad altri. Anche perché noi siamo stati fortunati: nostro figlio è ancora vivo perché se non fossero intervenuti per interrompere il pestaggio, non abbiamo idea di come sarebbe finita. E poi non mi tolgo di mente un’altra cosa: cosa sarebbe accaduto se avesse avuto un coltello?».

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