Poetto.

Rimossa la barca arenata alla Prima 

Spiaggia di nuovo libera: il Comune anticipa i costi e si rifarà sul proprietario 

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Sono serviti dodici giorni per concludere le operazioni di rimozione della barca a vela Nydia, che si era arenata alla Prima fermata del Poetto nella notte tra il 5 e 6 marzo. Ieri mattina l’imbarcazione è stata caricata su un grosso mezzo e portata via: l’area di cantiere è stata liberata e l’arenile è ritornato completamente accessibile ai bagnanti. Lo scenario dunque dopo quasi quattro mesi è nuovamente quello di sempre. Anche se resta ancora la posidonia in diversi punti nel tratto di spiaggia subito dopo Marina Piccola e anche nei primi metri, in mare.

I costi

Dunque la vicenda della barca arenata a riva, e diventata in questi mesi quasi un simbolo – seppur estraneo – del Poetto, si è conclusa. Le operazioni di recupero, avviate lo scorso 29 giugno, delicatissime per la zona interessata, si sono svolte senza imprevisti e senza alcun danno per l'ecosistema marino. La Nydia, come fanno sapere dagli uffici del Comune, «è stata trasferita in un impianto autorizzato per le successive fasi di smaltimento. I costi complessivi delle operazioni di rimozione e trasporto, anticipati dal Comune, saranno interamente rimessi alla proprietà».

La storia

Tutto è iniziato nella notte tra il 5 e 6 marzo. A causa di una forte sciroccata, l’imbarcazione da dodici metri è finita a riva, arenandosi e rimanendo lì. Troppo gravi i danni: impossibile dunque rimuoverla. È iniziato così un lungo iter amministrativo per capire come rimuoverla. Il capitano, Matias de Luca, 44 anni, argentino, subito dopo l’incidente aveva spiegato: «Siamo rimasti in città, vivendo in un vecchio camper che abbiamo restaurato pian piano. Stiamo bene, ed è l’unica cosa che conta». Era iniziata anche una raccolta fondi online: su quanto versato da molte persone solidali, non si è saputo più nulla. «Rinunciare alla vita in mare è stato triste, ma grazie alla solidarietà dei sardi ci torneremo», aveva raccontato de Luca parlando proprio della gara di solidarietà avviata su GoFundMe.

Tempi lunghi

La barca è rimasta nello stesso punto per mesi. In tanti si sono abituati e nostante l’area fosse interdetta, per gli inevitabili pericoli, c’è chi è salito o si è avvicinato per scattare una foto ricordo. E l’iter per la sua rimozione è stato molto lungo. Il Comune, subito dopo l’incidente aveva emesso un’ordinanza nei confronti del comandante dell’imbarcazione, assegnandogli un termine ultimo per la rimozione. Il proprietario non ha ottemperato e l’amministrazione comunale ha dovuto attivare la procedura di intervento sostitutivo “in danno”, affidando i lavori a un’impresa. Era il 26 maggio. L’impresa incaricata della rimozione ha inviato la documentazione necessaria agli uffici del Demanio dopo un mese. Poi il 29 giugno sono iniziate le operazioni, concluse ieri mattina.

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