Quando pensa a quelle stanze oggi vuote e in stato di abbandono, a pochi metri dal mare, si emoziona. Del resto lì ha trascorso parte della sua vita assieme al padre e alla madre. «Spero che qualcuno riesca finalmente a far decollare nuovamente ciò che mio papà aveva realizzato con fatica e coraggio dopo aver viaggiato tanto nel mondo: un gioiello diventato un punto di riferimento per i vacanzieri e i pescatori che affollavano la costa del Sinis. Poi, con la sua morte, tutto si è spento». A parlare è Edoardo Carta, figlio di Michele, lo storico proprietario dell’Hotel Su Pallosu, inaugurato nel 1969. Gigantesca struttura alberghiera chiusa dal 2011. Si parlerà della possibile rinascita durante il prossimo Consiglio comunale. Il consigliere Andrea Atzori ha presentato pochi giorni fa una mozione che impegna la Giunta a convocare i proprietari per riportare in vita la struttura.
La storia
Edoardo Carta, che ora vive in Toscana, parte da lontano. «Dopo la morte di mio papà, ci siamo subito impegnati per venderlo, ma gli ostacoli burocratici che abbiamo incontrato sono stati tantissimi. In tutti questi anni, forse abbiamo visto almeno sessanta persone interessate, molte delle quali avevano anche i soldi in mano, la cifra che a noi interessava: un milione e seicentomila euro. Ma quando tutti varcavano la soglia del Comune per avere informazioni, sparivano. Inizialmente era tutto assurdo per noi. Poi abbiamo capito che c’erano problemi legati agli usi civici. Alla fine, abbiamo quindi abbandonato l’idea della vendita».
La mozione
La mozione impegna la Giunta a verificare l’effettivo stato di proprietà, la sussistenza di eventuali vincoli e la disponibilità a valutare l’ipotesi di cessione o riconversione. Ma chiede anche al Comune di farsi promotore di un’azione congiunta con la Regione, al fine di verificare l’esistenza di bandi, fondi regionali o strumenti straordinari utili ad agevolare il recupero e la messa in sicurezza. «Ben venga questa mozione, almeno finalmente si parla dei problemi che ostacolano la vendita - commenta Edoardo Carta - Il problema non si risolve, questo è chiaro, ma almeno viene affrontato. Noi siamo disposti a cedere, ma prima l’amministrazione deve intervenire per trasferire i beni civici. A causa dei numerosi atti vandalici, l’hotel versa nel degrado. Vederlo così è un colpo al cuore».
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