Per raggiungere la zona delle “ex casermette” - sopra via Is Mirrionis, subito dietro l’ospedale Santissima Trinità, dove da mezzo secolo risiede un centinaio di famiglie - bisogna inevitabilmente imboccare via Tuvumannu e fare lo slalom tra dossi e voragini. L’unica strada d’accesso non è mai stata asfaltata, se non nel primo breve tratto, e risulta ormai quasi del tutto impercorribile. Quando piove, poi, si trasforma in un fiume di fango e ai residenti non resta che proseguire a piedi. E questo non è il solo problema: anche il verde pubblico versa in stato di grave abbandono. La vegetazione cresce spontanea e gli alberi, tra cui alcuni grandi pini, sono pericolanti. Dopo il calar del sole, inoltre, l’illuminazione stradale è carente e gli incivili imperversano (complice l’assenza di controlli) con il risultato che le discariche abusive si susseguono.
La protesta
Gian Franco Casti, pensionato 68enne, è fermo davanti a casa. «Ecco come siamo ridotti», esclama amareggiato mentre indica una pattumiera a cielo aperto a breve distanza. «Durante la notte, approfittando dell’isolamento, c’è chi viene qui a scaricare di tutto, non se ne può più». Lo scenario è desolante: materassi, pneumatici, vecchi mobili, sacchi ricolmi di scarti domestici. «Una situazione insostenibile che si trascina da troppo tempo», denuncia scuro in volto un altro residente. Che si somma ai problemi di accesso al quartiere. «Ci sentiamo abbandonati – incalza Casti – chiediamo controlli con telecamere, la bonifica delle discariche, la cura del verde, il potenziamento dell'illuminazione e se non è possibile asfaltare la strada che almeno si intervenga con un rullo per spianarla».
Il degrado
Nel frattempo gli ex caseggiati militari cadono a pezzi: ingressi puntellati, transenne ovunque. «Abbiamo segnalato tutto al Comune, tuttavia ci rispondono sempre che non si può fare niente perché l’area è demaniale». Neanche l'erba viene tagliata e d’estate i roghi sono ormai una triste costante. «Per proteggere le case ci tocca pagare di tasca per ingaggiare qualcuno che realizzi fasce frangi-fuoco». È tornata alla normalità la situazione ai piedi del colle dopo mesi di disagi per un guasto alla condotta idrica. «Il cedimento aveva provocato cali di pressione», riferisce il consigliere comunale Edoardo Tocco (Forza Italia), spiegando di essersi attivato a seguito di numerose segnalazioni».
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