La testimonianza

«Rider al volante, la laurea nel cruscotto» 

Manuela Morittu, mille chilometri alla settimana per le consegne: «Difficile finire il mese» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Parità di genere?

«Decisamente sbilanciata. Noi donne siamo pochissime» .

Forse il dieci per cento, in un settore declinato al maschile e particolarmente agitato. Perché l’inchiesta (in corso) della procura di Milano e il commissariamento di Glovo, disposto d'urgenza per caporalato, hanno acceso gli abbaglianti sul mondo del food delivery. Si protesta ovunque: a Cagliari sono partiti persino prima, con lo sciopero che domenica scorsa ha portato allo stop delle consegne con Deliveroo nel capoluogo sardo. Tra i “dissidenti” c'era anche Manuela Morittu, 43 anni, referente Ugl, rider dal 2020, laurea in Economia e un’invalidità del 69 per cento: somma di una sfilza di patologie.

Parte svantaggiata?

«Se si riferisce al fatto che sia donna direi di no. Sembrerà strano, ma il nostro è uno dei pochi settori in cui il genere non conta».

L’invalidità?

«Non più di quanto farebbe se avessi un qualsiasi altro impiego».

Quanto prende al mese?

«Dipende da quanto lavoro. A gennaio sono stata ferma solo cinque giorni e ho guadagnato circa 2mila e quattrocento euro, ovviamente lorde».

Non fa pensare a paghe sotto la soglia di povertà...

«Per raggiungere queste cifre devi fare tantissime consegne e un'infinità di chilometri».

Media settimanale?

«Tenendomi bassa direi mille chilometri circa».

Consegna più lontana?

«Nuraminis, ma possiamo arrivare anche a quaranta chilometri di distanza dalla nostra posizione di partenza».

Come funziona con la paga?

«Siamo lavoratori autonomi, quindi non abbiamo una tariffa oraria. E poi ci sono differenze in base alle piattaforme».

In che senso?

«Deliveroo paga l’ora effettiva di consegna, con un massimo di dieci euro lordi e un minimo di 3 euro e 77 centesimi a consegna. Glovo paga a chilometro, e il minimo - sempre a consegna - è di 3 euro e 50».

Bastano per vivere dignitosamente?

«Si riesce a fatica ad arrivare a fine mese».

Facciamo un po’ di conti. Uscite mensili?

«Tra affitto, utenze varie, spesa e incombenze quotidiane arriverò a circa mille e 300 euro. Quando va particolarmente bene riesco a mettere da parte 150 euro. Ovviamente bisogna mettere in conto anche la manutenzione del mezzo e la benzina: tutto a nostro carico».

Scusi, ma chi glielo fa fare?

«Purtroppo l’assenza di alternative».

Neanche con una laurea in Economia?

«Ho trovato tante porte chiuse in faccia e fatto tanti colloqui, risolti con offerte anche peggiori in termini di paga. Tipo seicento euro al mese. Meglio fare la rider».

Qualcuno parla di diritti calpestati.

«Beh, diciamo che in un certo senso i diritti appartengono ai lavoratori subordinati. Noi, in quanto autonomi, ovviamente non possiamo chiedere malattia, ferie, tredicesima o congedi».

Lo trova giusto?

«Funziona così per qualsiasi imprenditore e non è certo colpa delle piattaforme. Semmai è lo Stato che non tutela le partite Iva».

Cosa pensa del commissariamento di Glovo?

«C’è un’inchiesta in corso e preferisco non commentare. Certo la situazione è delicata».

Perché domenica avete bloccato le consegne a Cagliari?

«Per protesta contro le paghe ridotte da Deliveroo, con doppie e triple consegne pagate 3,77 euro lordi. Uno sciopero promosso da noi e non dai sindacati».

È servito a qualcosa?

«Siamo in attesa di risposte da parte di Deliveroo».

Nel frattempo sul display del cellulare appare una richiesta di consegna. Il motore è già acceso, ringrazia, saluta e se ne va.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?