Sarrabus.

«Ridateci il ponte, la pazienza è finita» 

Sit-in di protesta a Cagliari, la prefetta convoca un tavolo per la prossima settimana 

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«Ridateci il ponte. E fatelo subito perché la pazienza adesso è davvero finita». Lo hanno scandito ieri mattina a Cagliari, ad alta voce tra striscioni e fischietti, i cittadini di Villaputzu ma anche di Muravera e San Vito – amministratori comunali compresi – in un sit-in di protesta a Piazza Palazzo contro la Città Metropolitana che gestisce, appunto, i lavori sul ponte tra Villaputzu e Muravera. Ponte chiuso da oltre due anni e lasciato in stato di abbandono: i lavori di ristrutturazione sono praticamente fermi e nessuno sa quando l’infrastruttura sarà riaperta. Di certo non ad agosto come da cronoprogramma aggiornato (nel primo, invece, il fine lavori era previsto a giugno 2025, «e già ci sembravano tempi biblici»). E allora ecco le scritte piene di rabbia su cartelli e striscioni: “Così muore un paese”, “Sarrabus isola nell’Isola”, “Il Sarrabus esiste, resiste, lotta”, “Siamo isolati, non invisibili” e dunque “ridateci il ponte”.

Tempi stretti

Una delegazione di manifestanti – sindaco di Villaputzu in testa – è stata poi ricevuta dal prefetto di Cagliari Paola Dessì. «Non ci aspettavamo», dice il sindaco Sandro Porcu, «una soluzione già da oggi, ma abbiamo ottenuto un primo risultato. Grazie al Prefetto, la prossima settimana sarà convocato un tavolo fra tutte le istituzioni che hanno a che fare con il ponte per capire quali siano i motivi che stanno bloccando i lavori e, soprattutto, per prospettare la soluzione».

Il contratto

Soluzione che, come ha più volte ribadito il primo cittadino, passa per l’estromissione della ditta siciliana cui sono stati appaltati i lavori «perché è una ditta inadempiente», e per l’affidamento degli stessi a una ditta di comprovata serietà. La richiesta di risoluzione del contratto sarà presa in carico anche dall’Unione dei Comuni del Sarrabus: nel primo cda dell’anno, in programma a metà marzo, il punto in discussione ha come oggetto «la mobilitazione istituzionale per la richieste di interventi urgenti e straordinari, incluso l’impiego di procedure assimilabili a quelle emergenziali, finalizzati al completamento dei lavori sul ponte» e poi, appunto «la richiesta di risoluzione contrattuale per gravi inadempienze dell’impresa esecutrice». Si cerca di premere sull’acceleratore, insomma, come chiarisce Antonio Congiu, presidente del comitato spontaneo per un nuovo ponte: «Il prefetto ha mostrato piena comprensione dell’incredibile situazione che stiamo vivendo sulla nostra pelle. Villaputzu sta morendo e i disagi si ripercuotono su tutto il Sarrabus. Adesso, in attesa del tavolo, valuteremo la possibilità di un sit-in permanente direttamente sul ponte».

La responsabilità

Nel frattempo il sindaco della Città Metropolitana Massimo Zedda ha assicurato che il ponte sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio metropolitano. C’è da capire se la responsabilità è solo della ditta esecutrice o se ci sono state delle mancanze anche della Provincia del Sud Sardegna, l’ente oggi soppresso che nel 2023 assegnò, appunto, i lavori alla Cantieri Edili Srl.

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