E sul reintegro di Massazza il centrodestra attacca: «È la certificazione del fallimento dello spoils system, Todde si dimetta»

Ricorsi e inchieste: sanità nel caos 

Aperto un fascicolo a Chieti, il dg Schael tra gli indagati. L’assessorato: siamo sereni 

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Una sentenza di reintegro nella Asl di Cagliari e altri tre ricorsi pendenti sulla stessa materia e su cui si pronuncerà presto il Consiglio di Stato: effetti del pronunciamento della Corte Costituzionale che ha bocciato lo spoils system attuato dalla Giunta Todde. E poi, le questioni relative al direttore generale dell’assessorato alla Sanità Thomas Schael: i suoi ultimatum ai dg delle aziende e l’eco di un’inchiesta aperta in un’altra Regione e che lo riguarda da vicino. Ostacoli sparsi che rendono difficilissimo il lavoro di riportare la sanità sarda sulla retta via. Sull’indagine della Procura di Chieti – Schael sarebbe uno dei tre indagati in un fascicolo aperto per interruzione di un servizio di pubblica necessità – fonti vicine all’assessorato parlano di «clima di totale serenità e di massima fiducia nella magistratura, tanto più che sono questioni risalenti ad anni fa e che nulla hanno a che vedere con l’operato di Schael in Sardegna». Questo è sufficiente a non incrinare il rapporto di fiducia con chi ha voluto la sua nomina nell’Isola? «A parti invertite», ha sottolineato ieri il vicecapogruppo di FdI Fausto Piga, «il M5S avrebbe chiesto le dimissioni».

«Nodi al pettine»

Intanto, il centrodestra non si stanca di ricordare, con riferimento al reintegro di Roberto Massazza nel suo ruolo di direttore sanitario della Asl di Sassari, che «alla fine i nodi vengono al pettine». Per Corrado Meloni (FdI) «siamo di fronte al fallimento della strategia della presidente Todde, si dimetta e nomini qualcuno che di sanità capisca qualcosa». Alice Aroni dell’Udc sostiene che «ora Todde dovrà reintegrare tutti i direttori generali illegittimamente rimossi. Questo determinerà un enorme danno erariale di milioni di euro». Si attende infatti la pronuncia del Consiglio di Stato sui ricorsi di Marcello Tidore, ex manager dell'azienda cagliaritana, di Cinzia Bettelini, che era al vertice di Areus a Nuoro, e di Marcello Acciaro che guidava la Asl gallurese. Tre dei rimossi dalla Giunta Todde per effetto della legge sui commissariamenti.

«Atti a rischio»

Secondo l’ex presidente del Consiglio regionale Michele Pais (Lega), la sentenza sul caso Massazza apre uno scenario giuridico estremamente delicato per la sanità sarda, che va ben oltre gli enormi danni finanziari. Infatti, il giudice ha infatti escluso «l'applicabilità della figura del cosiddetto “funzionario di fatto”, chiarendo che l'illegittimità della nomina travolge anche tutti gli atti adottati. Cioè, non sono a rischio soltanto le nomine dei direttori sanitari e amministrativi, ma anche gli atti da questi adottati». Per Pais c’è la possibilità di un effetto domino in tutte le Asl della Sardegna, «con conseguenze sull'attività amministrativa delle aziende stesse. Si pensi ad appalti, incarichi e ordini di servizio: tutto a rischio nullità». Poi l’appello alla presidente Todde: «Chiarisca subito la portata di queste conseguenze perché il conto delle scelte della Giunta potrebbe finire ancora una volta sulle spalle dei malati».

La lettera

Nella lettera trasmessa ai direttori generali, il manager fa il punto sullo stato di attuazione delle misure contenute nel piano regionale di gestione del sovraffollamento nei pronto soccorso e chiede ai dg, sottolineando l’elenco di quelle non attivate (quasi tutte), di provvedere al più presto, pena il rischio di licenziamento. Per il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca, questa «è la certificazione del fallimento dello spoils system in sanità: ci hanno spiegato che le cattive prestazioni del servizio sanitario erano legate al management del centrodestra, ora, dopo due anni e mezzo e una totale assenza di risultati, se la prendono col loro stesso management. Con quelli che sono stati nominati contro tutte le norme, rischiando di far gravare sulle tasche dei cittadini sardi anche i risarcimenti. Ora scopriamo che quelli che hanno nominato con quella procedura farraginosa sono diventati inaffidabili». Secondo Peppino Canu (Sinistra Futura), «ognuno è consapevole del ruolo che ricopre: i dg delle Asl hanno una serie di indirizzi da rispettare».

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