Il caso.

Ricciai in crisi, stagione disastrosa 

Gli operatori di Su Siccu: «Colpa del maltempo, chiederemo una proroga» 

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La prima (vera) giornata di sole dopo oltre un mese di pioggia, raffiche di vento di libeccio e maestrale (e danni), riporta un timido sorriso tra i pescatori del villaggio dei ricci di Su Siccu. Mentre si aspetta (poco) in fila il proprio turno, i ricciai accolgono i cagliaritani con un prosecco, rendendo così l’attesa più gradevole.

La preoccupazione

Di fronte al digiuno prolungato (stagione, praticamente mai decollata fino a ieri), complice la tregua del maltempo, riesplode la passione dei cagliaritani per i ricci di mare di mare, frutto quasi “proibito” che si può consumare solo in alcuni mesi dell'anno. In teoria dal 2 gennaio a inizio maggio, in pratica (solo) da ieri, e allora si spiega perché (per i pescatori e per i cagliaritani) i ricci diventano sacri. E così dopo uno sguardo al cielo per sincerarsi del fatto che alla fine il sole non sarebbe stato offuscato dalle nuvole (17 gradi), fra cagliaritani e qualche turista scatta la corsa ad accaparrarsi quella polpa rossa e succosa nascosta fra gli aculei neri. «Questa è la stagione peggiore che stiamo vivendo da quando siamo arrivati a Su Siccu, dal 2012», spiega Denise Pandolfi, titolare dell’Afrodisiaco, uno dei tre chioschi presenti a Su Siccu. «Per colpa del maltempo, abbiamo lavorato pochissime giornate, appena cinque da quando la pesca è aperta», il 2 gennaio, sottolinea Michele Puddu, titolare di Becca Ricci (storico a Su Siccu). «Quest’anno è un disastro. Confidando in una tregua lunga del maltempo, e quindi di poter tornare a pescare con continuità, noi siamo sempre qui pronti ad accogliere i cagliaritani e turisti», aggiunge.

Le difficoltà

Ma la giornata di ieri, come detto, è soltanto una delle pochissime che è riuscita a regalare il sorriso a operatori e clienti. Pescatori e clienti sperano adesso che sia solo la prima: anche oggi il tempo dovrebbe regalare una domenica quasi primaverile e così, dicono le previsioni, anche tutta la prossima settimana. Ma dopo 45 giorni di maltempo, bisogna guardare giorno per giorno e sperare. Perché per una volta, dopo anni, non è la burocrazia con i suoi tempi che spesso mal si conciliano con la vita degli imprenditori a finire sotto accusa. Quest’anno, per esempio, il Comune, grazie al bando biennale dello scorso anno, era partito subito dopo l’Epifania per assegnare alla ditta l’incarico di montare le casette a Su Siccu. Poi, però, il maltempo, ha bloccato tutto per settimane, finché non ha potuto consegnare le strutture agli operatori sono alla fine di gennaio. Poi ancora il maltempo ha ritardato l’apertura del villaggio da parte dei pescatori e sempre il maltempo ridotto a pochissime giornate la pesca. «Un disastro», insomma.

L’appello

«Una stagione così negativa non si era mai vista», ribadisce Michele Puddu. Il maltempo ha già distrutto i vivai di cozze, ostriche e bocconi. E se la tregua non dura a lungo è anche difficile per i pescatori tornare in acqua per i ricci. «Lavorare in queste condizioni è difficilissimo», le spese non si fermano, i guadagni sì, «per questo motivo chiederemo a chi di dovere», la Regione, «una proroga della stagione», dice ancora Michele Puddu. All’appello si uniscono tutti a Su Siccu: «Una proroga sarebbe vitale per tutti noi», fa eco la titolare dell’Afrodisiaco. «I nostri chioschi sono gestiti a conduzione familiare, il tempo che abbiamo per poter lavorare, lo sappiamo, è sempre molto ridotto. Se poi il maltempo lo accorcia ulteriormente, non ce la facciamo», aggiunge.

«Aspettavamo di poter venire a Su Siccu a gustare i ricci», racconta Daniele Farci. «Speriamo che nelle prossime settimane il clima sia dalla nostra parte», aggiunge. Oggi, sarà così. Per questo motivo a Su Siccu è attesa una “invasione”.

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