Lanusei.

«Riaprite in sicurezza il Punto nascita» 

Gli attivisti ricordano alla presidente Todde gli impegni assunti 

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«Riaprite in sicurezza, ma riaprite subito il Punto nascita dell’ospedale». Il comitato #giulemanidallogliastra richiama la presidente della Regione Alessandra Todde all’impegno preso nel febbraio scorso durante la conferenza sociosanitaria che era stata convocata a Lanusei. «Sul futuro – scrive in una nota il portavoce dell’associazione, Adriano Micheli – non possono più bastare rassicurazioni o dichiarazioni di principio. Dopo mesi di annunci e confronti istituzionali, il territorio chiede oggi un passaggio decisivo: conoscere con chiarezza quali siano i tempi, gli obiettivi e le azioni necessarie per arrivare alla riapertura del servizio».

La richiesta

Gli attivisti di #giulemanidallogliastra riconosce che quello espresso dalla Todde in relazione alla sicurezza di madri e neonati sia «un principio condivisibile e che nessuno ha mai messo in discussione», ma precisa che «proprio per questo è necessario ricordare che la riattivazione di un Punto nascita non coincide semplicemente con la riapertura di una sala parto. Occorre consolidare un sistema sanitario completo ed efficiente, capace di garantire continuità assistenziale attraverso una rete composta da Pediatria, Ginecologia, Anestesia, personale medico e infermieristico stabile e servizi organizzati secondo standard adeguati». Il comitato, a tal proposito, riconosce di aver colto alcuni segnali positivi. «Il reparto di Ginecologia – ricorda Micheli – ha progressivamente ripreso attività e interventi chirurgici, dimostrando che la ricostruzione dei servizi è possibile. Parallelamente si era parlato dell’arrivo di nuovi pediatri destinati al presidio ospedaliero, una condizione essenziale per compiere ulteriori passi verso la riapertura del Punto Nascita. Su questo fronte, tuttavia, il silenzio delle ultime settimane alimenta inevitabili interrogativi. Manca ancora un quadro pubblico e aggiornato dello stato di avanzamento del percorso e continuano ad arrivare informazioni frammentarie».

La proposta

Per questo gli attivisti formulano una richiesta che definiscono «semplice e ragionevole: rendere pubblico un cronoprogramma chiaro, trasparente e verificabile. Uno strumento che permetta alla popolazione di seguire passo dopo passo il percorso verso la riapertura e che consenta alle istituzioni di assumersi responsabilità precise rispetto agli impegni assunti». Nell’attesa le mamme ogliastrine «continuano ad affrontare gravidanze e parti lontano dal proprio territorio, con trasferimenti spesso lunghi e complessi che incidono sulla qualità della vita delle famiglie e sul diritto alla prossimità delle cure». Una situazione che, pur nella consapevolezza delle difficoltà organizzative esistenti, non può essere considerata una condizione permanente.

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