San Michele.

Residenti preoccupati  per l’ecocentro fantasma «Sarà un’incompiuta?» 

Allestito il cantiere in via Abruzzi Lavori mai iniziati, parcheggi cancellati 

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Dagli annunci all’abbandono. Via Abruzzi, nel cuore di San Michele, sta rischiando di passare alla storia come la strada simbolo delle incompiute cittadine. Sono infatti ben tre, in neanche duecento metri, le grandi opere pubbliche che attendono da anni di essere avviate, completate o riqualificate. Si va dalla ex scuola Alagon, sempre più in balia del degrado, alla quasi antistante piscina comunale, una cattedrale nel deserto dove tutto è fermo dal lontano 2014. Completa il quadro desolante l’ecocentro comunale mai nato, a due passi dal cimitero. Ed è soprattutto su quest’ultima vicenda che la minoranza in Consiglio comunale è tornata in questi giorni all’attacco.

La denuncia

A chiedere chiarimenti urgenti “sullo stato del progetto” è il capogruppo di Forza Italia, Edoardo Tocco, primo firmatario di un’interrogazione. «I residenti», evidenzia, «chiedono legittimamente di conoscere il destino dell’opera, al fine di sapere se l’intervento andrà avanti o se debba ritenersi sospeso o accantonato, anche alla luce del lungo periodo di inattività del cantiere e dei sacrifici imposti al quartiere. Qualora le attività dovessero riprendere, appare indispensabile che l’Amministrazione assicuri il rigoroso rispetto delle norme sugli orari dei lavori rumorosi, essendo l’area inserita in un centro abitato e non certo in una zona periferica o industriale». I lavori avrebbero dovuto prendere avvio nel 2023. «Ma è ancora tutto bloccato», sottolinea Tocco, «eppure nell’area sono presenti transennamenti e limitazioni senza un’effettiva esecuzione delle opere, determinando un restringimento della carreggiata con conseguente perdita di posti auto per i residenti e l’utenza della zona».

Occasione persa

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Roberto Mura (Alleanza Sardegna). «Gli ecocentri sono indispensabili per una città pulita», dice, «dovrebbe essercene uno ogni 30mila abitanti. Il centrodestra ne aveva previsti due con risorse europee e un altro era inserito nel precedente appalto di Igiene del suolo, a carico dell’appaltatore. Oggi è tutto fermo. Il rischio è quindi che la Giunta Zedda, dopo aver bloccato ciò che era già finanziato, realizzi gli ecocentri con i soldi dei cittadini, facendo aumentare la Tari. Sarebbe una beffa». Nessuna replica, al momento, da parte dell’assessora all’Ecologia urbana, Luisa Giua Marassi. «La questione è molto tecnica», si è limitata a dire, «risponderò in Aula nei tempi di legge».

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