L’indagine.

Residenti in aumento dopo 13 anni 

A giugno +28 nuovi oristanesi rispetto al 2025 ma la città resta sotto 30mila 

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Dopo 13 anni Oristano blocca il calo demografico, anche se di poche unità il numero dei residenti aumenta: 29.814 il primo giugno, 29.786 al 31 dello stesso mese del 2025, quindi più 28. Il dato Istat è ancora provvisorio ma il passato dice che le differenze saranno, se pure dovessero esserci, minime. Il saldo naturale, la differenza tra nati vivi e morti, resta ancora negativo mentre è positivo il saldo migratorio interno tra i comuni e il saldo migratorio con l’estero.

L’inversione

Il segno più mancava dal 2013; la città, frazioni comprese, contava 31.724 abitanti poi via via a scendere fin sotto i 30mila. Mai previsione fu più sballata di quella del 2010 quando, approvando il Piano urbanistico, il Consiglio comunale ipotizzò nell’arco di dieci anni una popolazione di 40mila abitanti. Oggi si veleggia sotto i 30mila, frazioni comprese.

Frazioni e quartieri

Il dato a gennaio diceva che in città i residenti erano 24.300 (più 2.423 a Silì, 1.421 a Donigala Fenughedu, 771 a Nuraxinieddu, 511 a Massama e 641 a Torregrande). Il quartiere che ha più abitanti è ancora Torangius, quasi 8mila, quello che ne ha di meno è il centro storico con non più di 300 anime.

Il sindaco

«Beh, il dato positivo, anche se di poche unità, conferma l’impressione che si ha di una città che finalmente si sta riappropriando del suo ruolo guida della provincia. Una città che cresce, in questi anni grazie anche al Pnrr e all’amministrazione comunale che le ha gestite, sono state portate a termine tante opere importanti, il lungomare di Torregrande tra queste per non parlare delle frazioni sempre più parti integranti della città». Sanna però individua anche un motivo per cui ci sono difficoltà per la crescita di Oristano: «Gli affitti, prendere un appartamento in città a locazione costa un sacco per una semplice legge di mercato: se la domanda supera di gran lunga l’offerta, come è ormai d’uso, il risultato è scontato».

Case vacanza

«Per di più da qualche tempo si sta verificando in misura importante la conversione di tante unità immobiliari in case vacanze che significa per il proprietario l’incasso immediato dimenticando l’ipotesi di sfratto come può succedere per locazioni a lungo termine. Alcune città stanno rivedendo le norme per limitare il fenomeno, di certo sarà motivo di riflessione e considerazione anche da parte di questa amministrazione. Mi rendo conto che per una famiglia media certi affitti sono impossibili da sostenere, nei paesi è diverso», conclude Sanna.

Il mercato

Nel primo semestre 2025 sono stati stipulati in città 173 atti di compravendita a fronte di 191 nello stesso periodo 2026. Gli affitti sono aumentati del 5%, oggi oscillano da 8,7 euro a 13,25 a metro quadrato. Considerando che la retribuzione media annua è di 17.984 euro e che il debito al consumo verso banche (mutui esclusi) e finanziarie è di 459,5 euro, se la famiglia tipo aggiunge il costo dell’affitto, se ci esce alla pari è un miracolo.

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