Il caso

Report, la Rai congela le repliche 

Scelta «cautelativa». Ranucci: «Sconcertante». Sentita la moglie di Tavares 

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Roma. La Rai sospende «cautelativamente» la messa in onda delle repliche estive di Report, «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda». Cioè l’attentato al conduttore Sigfrido Ranucci, per il quale è indagato come mandante il suo amico Valter Lavitola, che ieri diceva al Tg1: «Io e Ranucci saremmo stati due stupidi a farci da soli l’attentato».

La mail di FdI

Una scelta «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico», spiega una nota, ma «resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report» in autunno. Ranucci definisce «sconcertante» l’iniziativa della sezione Approfondimenti della tv pubblica, dicendosi «preoccupato» che la Rai abbia «deciso di utilizzare il pretesto di vergognose congetture, assurde, che sono state veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche». All’attacco l’opposizione, dentro e fuori la Rai. Non si capisce «cosa c’entri con l’esigenza di chiarezza la decisione» di sospendere le repliche, dicono dal cda Alessandro di Majo, Davide di Pietro e Roberto Natale, sottolineando che «il provvedimento sembra solo una punizione che vuole soddisfare le richieste giunte a gran voce da una parte politica». La Fnsi parla di « atto gravissimo» e l’Usigrai di «attacco al lavoro di tutta la redazione», per l’Ordine dei giornalisti è una scelta «incomprensibile e sbagliata». Il M5S ha il «sospetto» che ci sia un piano di FdI per «far fuori Ranucci dal programma». E FdI scrive alla redazione segnalando la «curiosa amicizia tra Ranucci e Valter Lavitola, pregiudicato, massone e faccendiere», con la certezza che «la squadra di Report approfondirà la vicenda con rigore giornalistico».

Le sette pagine

Intanto è stata perquisita l’abitazione di Gomes Clesio Tavares, il factotum di Lavitola ritenuto l’intermediario con gli autori dell’azione dinamitarda del 16 ottobre. L’uomo sarebbe in Camerun da mesi, ma sua moglie è stata ascoltata come persona informata sui fatti. E venerdì è stato ascoltato in Procura il giornalista Daniele Autieri, autore dell’inchiesta di Report sui cantieri navali di Adria, inizialmente ritenuta una pista per spiegare l’attentato. Risposte, infine, potrebbero arrivare dall'analisi dei dispositivi di Lavitola e da sette sue pagine dattiloscritte. Non si tratterebbe però del quesito che Lavitola aveva preparato, con l’aiuto di due giornalisti, per un sondaggio su una possibile candidatura politica di Ranucci.

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