Santa Teresa.

«Rena bianca per ora non si tocca» 

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Il cantiere a Rena Bianca adesso non si apre, è questo il nuovo mandato del Comune di Santa Teresa per l’avvocato amministrativista Gian Comita Ragnedda. Il legale rappresenterà la sindaca Nadia Matta nell’udienza di metà giugno davanti ai giudici del Tar del Lazio, il caso è quello del cantiere di riparazione dell’elettrodotto “Sa.Co.I” proprio nel segmento che attraversa l’arenile di Rena Bianca. L’avvocato Gian Comita Ragnedda non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma la posizione dell’amministrazione teresina è definita: non solo l’arenile non si tocca se non a precise condizioni (e con una polizza fideiussoria di due milioni di euro), ma in questo momento non è possibile intervenire nella caletta che guarda alla Corsica. Oltre alle questioni strettamente ambientali, indicate in un parere dell’Area Marina Protetta di Capo Testa, c’è il tema dell’avvio della stagione turistica. Terna insiste per i lavori, considerando le condizioni del Comune di Santa Teresa impraticabili. Secondo l’amministrazione guidata da Nadia Matta e secondo l’Area Marina Protetta di Capo Testa Rena Bianca fa parte a tutti gli effetti del sito che l’Amp deve proteggere. Non basta, il ministero dell’Ambiente (della quale l’Area marina protetta è una articolazione) si costituirà in giudizio contro Terna, rappresentato dall’avvocatura dello Stato. Terna è assistita dagli avvocati Mario Percuoco, il professore Francesco De Leonardis, Velia Loria e Antonio Iacono. In diversi passaggi degli atti del contenzioso, Terna segnala “pregiudizi per la continuità del servizio elettrico" ossia elevato rischio blackout per la Sardegna.

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