F2i Ligantia infungibile. Ovvero un operatore unico in Italia. Così lo ha classificato la Camera di commercio di Cagliari e Oristano (Cciaa) che da gestore dello scalo Mameli del capoluogo, attraverso Sogaer, punta a cederlo senza gara pubblica al fondo infrastrutturale. Poi l’aeroporto verrebbe inglobato nella holding della gestione unica, guidata dagli stessi investitori privati.
Corte dei Conti e Anac l’hanno scritto già tre anni fa, nei rispettivi pareri obbligatori (sebbene non vincolati), che la strada non è corretta. Perché la Cciaa, un ente pubblico economico, ha il dovere di un bando aperto a tutti per modificare l’assetto societario di Sogaer. Se oggi quella privatizzazione non è compiuta è perché la Regione a guida centrodestra, nel 2023, ha presentato ricorso davanti alla Sezione imprese del Tribunale di Cagliari. Doppia vittoria per l’Ufficio legale di viale Trento, supportato dal professor Gabriele Racugno, esperto in Diritto commerciale. F2i ha perso due volte: la prima quando i giudici hanno sospeso la validità della Nord Sardegna Aeroporti, il contenitore societario con cui il fondo, da gestore degli scali di Olbia e Alghero, si è guadagnato il bollino dell’infungibilità. Teorico e non reale per Corte dei Conti ed Anac. La seconda sconfitta è arrivata con il rigetto del contro ricorso di F2i sempre da parte della Sezione Imprese. Se anche nel merito quel doppio giudizio venisse confermato, la fusione degli aeroporti salterebbe. Per via giudiziaria (essendo quasi scontato l’esito). Ma la Giunta Todde, che di F2i vuole diventare socia, prende tempo. E in tribunale chiede rinvii. ( al. car. )
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
