Più volte rimandata per questioni e visite internazionali, quella di mercoledì potrebbe essere la data buona per chiudere sulle poltrone ancora vacanti nel governo. Il Consiglio dei ministri non è ancora stato ufficialmente convocato, ma l’indicazione è il 22 ed è plausibile che dalla riunione emergano indicazioni sui sostituti di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia dimissionario, o di Gianmarco Mazzi, che da sottosegretario alla Cultura è stato promosso ministro del Turismo per rimpiazzare la dimissionaria Daniela Santanchè.
L’ex capogruppo
Ma in tutto sono sei le caselle che possono essere nuovamente riempite. E il dossier si intreccia con quello per la guida della Consob mentre, con l’approvazione del decreto sicurezza, arriva la proroga di sei mesi per il comandante della guardia di Finanza, Andrea De Gennaro. Tornando al governo, viene sempre dato per probabile un ingresso di Paolo Barelli, sostituito da Enrico Costa come capogruppo di Fi alla Camera, al ministero per i Rapporti con il Parlamento: è un dicastero senza portafogli, perciò compatibile con il suo ruolo di guida della Federazione italiana nuoto. Barelli potrebbe dunque affiancare Matilde Siracusano, anche lei azzurra, e la leghista Giuseppina Castiello, ma è da capire se come terzo sottosegretario o come viceministro, ruolo inusuale per un ministero senza portafoglio. Siracusano resterà al ministero di Ciriani, nonostante in un primo tempo fosse stata data come papabile alla Cultura al posto di Mazzi. Resta ancora da coprire, poi, la poltrona lasciata alla Giustizia da Delmastro con le deleghe che per ora sono state distribuite tra Francesco Paolo Sisto (Fi) e Andrea Ostellari (Lega).
Le deleghe scoperte
Da tempo sono scoperte quelle all’Università di Augusta Montaruli, di Vittorio Sgarbi alla Cultura e ancora di Massimo Bitonci e Giorgio Silli. Nel complesso, dunque, tre caselle in quota FdI, una Lega e una Fi. Nel mosaico degli incarichi entra poi anche la questione Consob. In pole per la guida dell’autorità di controllo della Borsa c’è il nome del sottosegretario all’Economia Federico Freni, leghista, anche come se componente di vertice del Mef è tra gli autori della riforma del mercato dei capitali. Se Freni fosse nominato alla Consob, a sostituirlo al Mef ambirebbe l’attuale sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, suo compagno di partito, che a sua volta potrebbe lasciare il suo incarico all’azzurra Chiara Tenerini.
Intanto in vista di mercoledì le opposizioni attaccano sulla portata di una rivisitazione della squadra di governo messa a punto senza passare dalle Camere. «Siamo di fronte a un rimpasto di fatto - evidenzia il capogruppo Dem in Senato, Francesco Boccia - realizzato senza dichiararlo per eludere i passaggi formali e il necessario confronto politico in Parlamento e nel Paese. La solita insofferenza della destra alle regole e alla trasparenza politica».
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