Una reazione allergica definita dai medici «grave e sistemica» tale da poter risultare fatale e provocare la morte «in pochi minuti». Vittima del malessere un ragazzino di 14 anni di Decimomannu, che ha evidenziato i primi sintomi ieri dopo le 8: la madre, accortasi di quanto stava accadendo, ha chiamato subito il 118 e in pochi minuti nell’abitazione della famiglia è arrivata un’ambulanza con i soccorritori, il cui intervento è stato provvidenziale.
La somministrazione di adrenalina ha rimesso in sesto il minorenne, poi trasportato in ospedale per ulteriori controlli e accertamenti. La giornata, cominciata malissimo, si è conclusa nel migliore dei modi.
La mattina
Il problema, secondo quanto fatto sapere dall’Areus (l’Azienda regionale per l’emergenza e urgenza), si è presentato subito dopo aver preso un farmaco. Il 14enne è stato male, tanto da spingere la madre a chiamare il numero di emergenza: erano più o meno le 8,30 quando l’operatore ha ricevuto la telefonata con la disperate richiesta di aiuto da parte di una donna spaventatissima per le condizioni del figlio.
La telefonata
Chi ha sollevato la cornetta si è fatto descrivere la situazione e ha capito immediatamente di cosa potesse trattarsi: una anafilassi, reazione allergica che può «insorgere improvvisamente», sottolineano all’Areus, e può causare il peggiore degli esiti nell’arco di brevissimo tempo. Così l’esperto del 118 ha cercato di rasserenare la donna e nel contempo ha avvisato subito i colleghi di Decimomannu, i quali a bordo di un mezzo avanzato infermieristico (India) sono arrivati nell’abitazione della famiglia realmente in pochi minuti.
La visita
Il bambino aveva un edema (un gonfiore) diffuso, difficoltà nel respirare, la pelle arrossata. Tutti segnali che hanno spinto l’infermiere, una volta consultato il medico della centrale, a somministrare al ragazzino adrenalina intramuscolare, cioè quanto necessario per intervenire immediatamente davanti a casi di choc anafilattico e gravi reazioni allergiche. E infatti i benefici per il minorenne sono stati evidenti e celeri. Quando la situazione è tornata quasi alla normalità, il giovane paziente è stato caricato sull’ambulanza e trasportato in ospedale a Cagliari per accertamenti.
La soddisfazione
Felici all’Areus, il cui scopo è salvare vite. «I nostri infermieri sui mezzi India rappresentano gli occhi e il braccio del medico specialista di centrale», sottolinea Daniele Barillari, direttore del 118 di Cagliari: «Tutti gli infermieri che operano a bordo dei nostri mezzi hanno superato un percorso formativo avanzato e hanno a disposizione algoritmi condivisi con i medici della centrale operativa. Ogni volta che si presenta l’esigenza, l’infermiere agisce in stretta collaborazione con il medico specialista in anestesia e rianimazione o in medicina d’urgenza di guardia allla centrale del 118».
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