La Corte d’Appello di Cagliari ha riformato la sentenza del Tribunale di Oristano del “processo Hazard”, rideterminando la posizione del sindaco di Borore, Salvatore Ghisu, e assolvendo «perché il fatto non sussiste» gli altri imputati, Giuseppe Mura e Marco Contini. Per Ghisu, difeso da Gian Franco Siuni e Fabio Pili, la Corte, pena rideterminata in un anno e 6 mesi.
La sentenza del 2024, aveva dichiarato la falsità di tre deliberazioni della Giunta di Borore, condannando Ghisu a 4 anni e 3 mesi, Mura a 3 anni e 10 mesi e Contini a 3 anni e 6 mesi. Mura e Contini erano difesi da Piero Franceschi e Massimo Ledda. Soddisfatto Ghisu, «vengono riconosciute le ragioni che ho sempre sostenuto, rinunciando alla prescrizione, nel difendere il mio operato da sindaco. Per quanto riguarda un reato minore, di mero carattere amministrativo, che, peraltro, non inficia il mio impegno, mi riservo di valutare ricorso in Cassazione». Per la difesa di Mura, le contestazioni erano penalmente irrilevanti alla luce del principio del cosiddetto “falso innocuo”. Le delibere sarebbero state approvate in riunioni effettuate con numero legale e a votazione unanime, senza incidenza su validità, efficacia o contenuto sostanziale degli atti.
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