Londra

Re Carlo contestato: «Cosa nascondi su Andrea?» 

Al Commonwealth Day manifestanti contro il sovrano per lo scandalo Epstein 

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Londra. Re Carlo ha cercato di volare alto col suo discorso all'Abbazia di Westminster per il Commonwealth Day, lanciando un appello all’unità in tempo di conflitti per l’organizzazione che riunisce Paesi africani, asiatici e caraibici insieme a Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, ma ha dovuto fare i conti con la dura realtà dello scandalo Epstein.

La manifestazione

Decine di manifestanti anti-monarchici coi cartelli gialli del gruppo Republic si sono radunati davanti allo storico edificio religioso di Londra per chiedere conto al monarca e ai Windsor dell’infamante vicenda dell'ex principe Andrea, dopo il recente arresto nell'ambito dell'indagine sui legami a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo americano. «Carlo, cosa nascondi?», hanno chiesto gli attivisti con un lungo striscione, insieme ad altri slogan come «non è il mio re» e «aboliamo la monarchia».

Anche se li pronuncia una frangia minoritaria, arrivano in un momento di grave crisi di popolarità per la corona, certificata dai sondaggi. Ancor di più alla luce della nuova foto uscita dai file Epstein in cui si vede il fratello di Carlo III abbracciare una giovane donna tenendola sulle sue gambe.

Il sovrano nel suo intervento ha ricordato come le alleanze tradizionali e le amicizie internazionali siano fondamentali in un momento di «crescenti pressioni per i conflitti», mentre l’escalation della guerra contro l’Iran fa sempre più paura, oltre a sottolineare l'importanza dell'impegno comune in favore dell'ambiente.

Ma la protesta ha dominato i media del Regno Unito, nel primo evento pubblico per la famiglia reale al completo dopo il fermo shock dell'ex duca di York, rilasciato dopo dodici ore. Oltre al sovrano e alla regina Camilla, erano presenti l'erede al trono William con la consorte Kate, la principessa Anna e altri reali. Mancavano invece le figlie di Andrea e Sarah Ferguson, Beatrice ed Eugenie, messe in una sorta di quarantena, stando ai tabloid, per non alimentare le proteste innescate dallo scandalo, sebbene le ombre del coinvolgimento dei genitori si siano allungate sulle principesse. A partire da Eugenie, che ha rassegnato le dimissioni da madrina dell'organizzazione benefica Anti-Slavery International.

La proposta di legge

Mentre le proteste di ieri sono arrivate dopo diverse contestazioni nei confronti di Carlo e anche di Willliam, presi di mira da attivisti anti-monarchici nel corso di visite nel Regno per il lungo silenzio sul reprobo della dinastia. Il sovrano così si trova sempre più al centro dell'attenzione per una vicenda che ha ripercussioni sullo stesso Commonwealth: la proposta di legge annunciata dal governo laburista di Keir Starmer per rimuovere Andrea dalla linea di successione al trono - ultimo passaggio per estrometterlo del tutto dopo la perdita di ogni titolo - prevede il placet dei Paesi dell'organizzazione, come Australia, Canada e Nuova Zelanda, di cui Carlo III è capo di Stato. E intanto le opposizioni, dai Libdem ai Verdi, hanno chiesto all'esecutivo di annullare la visita del re negli Stati Uniti il mese prossimo, dopo gli attacchi di Trump alla linea britannica nella guerra contro l'Iran.

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