Dopo il devastante attacco russo su Kiev che a inizio settimana ha causato 24 morti, l’Ucraina ha lanciato una massiccia offensiva con droni contro la Russia, colpendo in particolare Mosca. Volodymyr Zelensky aveva annunciato venerdì il diritto di Kiev a rispondere colpendo l’industria petrolifera e il settore della difesa russi, promessa mantenuta nella notte tra sabato e domenica con quello che gli ucraini definiscono il più grande attacco dall’inizio della guerra.
Secondo Mosca, sono stati intercettati 556 droni ucraini in 14 regioni durante la notte, oltre ad altri 30 abbattuti al mattino. Nella regione di Mosca oltre 80 velivoli senza pilota sarebbero stati neutralizzati, ma gli attacchi hanno comunque provocato vittime e danni. Tre persone sono morte nei pressi della capitale, tra cui un cittadino indiano, mentre 12 persone sono rimaste ferite vicino a una raffineria di petrolio. Un’altra vittima è stata registrata nella regione di confine di Belgorod, dove un camion è stato colpito da un raid.
Kiev ha rivendicato di aver preso di mira infrastrutture strategiche russe, tra cui una raffineria, un deposito di greggio e impianti per la produzione di semiconduttori. Alcuni canali social hanno inoltre diffuso immagini di un incendio vicino all’aeroporto di Sheremetyevo. Zelensky ha definito gli attacchi «totalmente giustificati», sostenendo che servano a far capire ai russi che «il loro Stato deve porre fine alla guerra».
Terminata la tregua di tre giorni proclamata da Mosca per il Giorno della Vittoria, le parti sono tornate ad accusarsi di violazioni e gli Stati Uniti hanno ridotto il loro impegno negoziale, mentre cresce l’attesa per la visita di Vladimir Putin in Cina il 19 e 20 maggio, dove incontrerà Xi Jinping.
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