Pochi secondi di tensione, una richiesta di soldi e sigarette con una pistola puntata al volto e la reazione inaspettata di una delle vittime. Si è consumato così, nel giro di un minuto, il tentativo di rapina al bar “La Perla” di Monastir, che si è concluso con la fuga del malvivente e il suo arresto alcune ore dopo a Nuraminis. Il giornale non scrive il suo nome perché parrebbe che il giovane soffra di una patologia psichiatrica.
L’assalto
Sono le 6.40 del mattino, quando il giovane con il volto coperto da un passamontagna e una pistola in mano entra nel locale di via Nazionale. Dentro trova il titolare Luca Cadeddu, il suocero Salvatore Piga e un cliente abituale. «È successo tutto in un attimo, abbiamo pensato a uno scherzo», racconta Cadeddu, «ma poi abbiamo visto l’arma. In 31 anni è la prima volta che subiamo un tentativo di rapina». Il malvivente punta alla cassa dove si trova Piga, ma la prontezza dell’83enne manda all’aria il piano: tenta di impossessarsi del portamonete, ma l’anziano lo colpisce alla testa con un oggetto, costringendolo alla fuga. «Abbiamo notato una berlina nera che girava vicino al locale già alle sei del mattino, neanche un’ora dopo è entrato dalla porta di via Dante e, visibilmente agitato, ci ha intimato di consegnargli soldi e sigarette. Mio suocero ha reagito, evitando il peggio» prosegue Cadeddu. Il giovane, caduto per terra, fugge a bordo di un’auto scura. Il titolare segue, ma il bandito riesce a scappare. «L’ho inseguito finché ho potuto, prima a piedi e poi in auto. Non sono riuscito a prenderlo: temevo che potesse farmi del male, visto che era armato», prosegue Cadeddu.
Le indagini
Nel locale non c’è la videosorveglianza ma la vicenda è stata ripresa dalle telecamere comunali, i cui filmati sono ora nelle mani degli inquirenti. I carabinieri hanno raggiunto l rapinatore, che nel frattempo si era barricato nella sua casa a Nuraminis. Davanti all’abitazione è stato predisposto un imponente schieramento di forze: decine di carabinieri, molti in borghese, hanno circondato l’edificio e creato un cordone di protezione. Le operazioni sono iniziate di primo mattino e per diverse ore nessuno, nemmeno i residenti, potevano raggiungere le proprie case. Intorno alle 11 è arrivata anche una pattuglia di carabinieri equipaggiata per fare irruzione e stanare il presunto rapinatore. Gli uomini del reparto speciale sono entrati in casa verso le 11.45 e, secondo quanto emerso, dopo qualche minuto l’uomo si sarebbe consegnato alle Forze dell’ordine senza opporre resistenza: aveva assunto sedativi. La vicenda sarà ora approfondita dalla Procura della Repubblica, alla quale i carabinieri hanno inviato un’informativa.
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