Un gruppo di giovani musicisti sceglie di dedicarsi alla musica antica e barocca, sfidando la velocità del presente e la scarsità di risorse e spazi. Ecco il Karalis Antiqua Ensemble, una delle realtà più interessanti nate in Sardegna negli ultimi anni, che debutterà martedì 31 marzo e mercoledì 1 aprile al Teatro La Fenice di Venezia.
La scelta è controcorrente: recuperare un patrimonio musicale prezioso e dimenticato, restituendogli una nuova vita, rigorosa e contemporanea. L’idea nasce durante un incontro al Poetto tra Federico Fiorio, 42 anni, sopranista veronese, e Luca Murgia, 33 anni, musicista cagliaritano. Fiorio si era trasferito in città attratto dalla qualità della vita. Da quel confronto si pongono basi ambiziose: creare un ensemble stabile, giovane per età ma professionale per impostazione, capace di affrontare il repertorio rinascimentale e barocco con attenzione filologica e spirito di ricerca.Nel 2024 i primi passi: Fiorio ne cura la direzione artistica mentre Murgia è il direttore generale. Il Teatro dell’Arco diventa la sede grazie alla collaborazione con i Musei Nazionali, creando un luogo stabile per prove e produzioni. La selezione dei musicisti avviene, spiega Murgia, «attraverso un bando pubblico internazionale per un repertorio di nicchia, spesso eseguito su strumenti storici o copie fedeli».
Nasce la formazione: quindici elementi tra voci e strumenti, che intrecciano talento, storie e impegno professionale. C’è la concertmaster cagliaritana Sara Meloni, 38 anni, primo violino con esperienze all’Accademia Bizantina, la clavicembalista oristanese Noemi Mulas, 26 anni, e il più giovane, Giacomo Paulis, 25 anni, contrabbassista cagliaritano che, dopo l’audizione, ha intrapreso da zero lo studio del violone, dimostrando la motivazione che caratterizza il gruppo.
«Volevamo creare una realtà stabile a Cagliari che permettesse ai musicisti di crescere senza andare fuori», sottolinea Murgia, «e dopo pochi anni di vita siamo già stati invitati in contesti prestigiosi.»
Dietro le quinte, un lavoro intenso fatto di prove in base agli impegni in cartellone, studio approfondito delle fonti storiche, confronto continuo tra interpreti e direzione artistica. Il repertorio richiede precisione e conoscenza delle tecniche originali, ma anche capacità di comunicare al pubblico contemporaneo. «Uniamo l’accuratezza dell’esecuzione», prosegue Murgia, «a una vitalità espressiva che punta a parlare a tutti. Il barocco racconta emozioni semplici e universali e per questo può coinvolgere, e sta già accadendo, anche tanti giovani». A Cagliari esisteva già un festival, Echi Lontani, che ha creato una base di pubblico che si è ritrovata con la nascita dell’ensemble. Poi, una coincidenza curiosa: il Teatro dell’Arco, sede delle prove, è a due passi dalla chiesa barocca di San Michele.
I sogni inseguiti con coraggio, come in ogni storia, si avverano: arrivano le date alla Fenice. Per la formazione andranno in scena, oltre a Fiorio, Meloni, Mulas e Paulis, Pietro Ferra (violino II) e Dario Landi (tiorba e chitarra barocca). Il programma sarà una riscoperta dell’antologia barocca della Scuola Veneziana, dal sacro al profano.
«Per un ensemble così giovane è una responsabilità ma anche un orgoglio, come se il Cagliari giocasse con il Brasile».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
