Kiev. Nuovi attacchi russi su edifici civili a Kiev e a Lutsk, nell’ovest del Paese, hanno causato morti e feriti, e il bombardamento di almeno sei centrali elettriche nella capitale e a Kharkiv, denuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha lasciato «oltre 600mila persone al buio», con l’inverno che già bussa alle porte. Mosca «manca di rispetto agli Stati Uniti», ha accusato Zelensky, che nei giorni scorsi aveva accettato la proposta di un cessate il fuoco su impianti energetici, a patto che Putin facesse altrettanto. Accuse rispedite al mittente da parte russa con il vicepremier Alexander Novak, che ha denunciato un attacco ucraino contro due raffinerie di petrolio nelle regioni di Saratov e di Ryazan: Kiev, ha sottolineato, «non ha intenzione di attuare la tregua energetica». E di fronte alle preoccupazioni di Zelensky sullo stop alle informazioni di intelligence Usa e sulle limitazioni a Starlink, è ancora una volta l’ex presidente Dmitry Medvedev a rincarare la dose: «Il pidocchio verde cosa si aspettava? Quando si manca di rispetto agli sponsor, questi si arrabbiano», ha affermato con il consueto disprezzo. Una tesi che sarebbe stata avvalorata da un funzionario dell’amministrazione Usa al sito americano Semafor secondo cui l’idea viene attivamente discussa all’interno della Casa Bianca: «Trump è piuttosto infuriato. Potrebbe ordinare» di interrompere la condivisione delle informazioni di intelligence con l’Ucraina. Secondo Beskrestnov, nella notte tra martedì e mercoledì «SpaceX ha introdotto un limite di velocità per i terminali Starlink in movimento», privando di fatto l’Ucraina della capacità di difendersi dai droni russi.
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