Roma. Potrebbe esserci una “regia virtuale” dietro il gesto del 13enne che venerdì ha accoltellato la prof di lettere. È l’ipotesi su cui stanno lavorando i carabinieri che ieri hanno analizzaro il cellulare del ragazzino, ancora ricoverato all’Umberto I dove è seguito da personale psichiatrico.
Arruolato online
“Guardate il tg dopo”, aveva scritto poco prima dell’aggressione in una chat. L’obiettivo degli investigatori – che hanno effettuato copia forense anche del cellulare della madre, dove erano scaricate le carte di credito utilizzate dal ragazzino per comprare online i coltelli - è ricostruire i suoi contatti delle ultime settimane. «Passava molte ore davanti al pc, era appassionato di video crime, roba violenta», hanno detto alcuni compagni. Il sospetto è che possa essere stato avvicinato via web da gruppi suprematisti, spiega un inquirente, che riescono a stabilire contatti con persone «fragili». Lo studente della media Verga di Centocelle potrebbe essere stato «arruolato» da chi gli ha fornito indicazioni su come agire e quale coltelli e gas acquistare. Chi indaga cerca di individuare i quattro che stavano seguendo su Telegram la diretta dell’aggressione alla prof, che intanto ha reso irraggiungibile il suo profilo Fb, preso di mira da centinaia critiche per le sue idee di estrema destra e il suo appoggio alla remigrazione. Ed è stato chiuso anche il profilo social del 13enne, che aveva 4.332 follower. Messaggero e Repubblica hanno pubblicato il video postato in chat dal ragazzo che si riprende nel bagno della scuola mentre si prepara: mette due coltelli nei pantaloni, indossa guanti verde militare, impugna lo spray e inforca gli occhiali da soft air. Quindi percorre i corridoi diretto verso la classe, dove colpisce al fianco sinistro la docente.
«Grande alleanza»
Sui rischi che arrivano dal web il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha detto che è necessaria «una grande alleanza tra scuola e genitori insieme contro la violenza. Non si è ancora ben compreso quanto possa essere devastante il messaggio che arriva da certi canali, da certi tipi di dark web», ha aggiunto il ministro che premierà lo studente di origini congolesi che è intervenuto per bloccare il suo compagno di classe. Intanto in Procura dei minori è arrivata l’informativa dei carabinieri e, anche se l’età del ragazzino lo rende non imputabile, verrà aperto un fascicolo per lesioni. Parallelamente verrà avviata la procedura per l’accesso alle misure rieducative.
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