Il caso

Rai in stallo, la mossa di La Russa 

«L’opposizione indichi una rosa di nomi, la porto io alla maggioranza» 

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L’opposizione presenti una rosa di nomi per favorire la nomina di un presidente di garanzia, «la sottopongo io al centrodestra». Ignazio La Russa rilancia la proposta fatta tre mesi fa che - dice - è ancora valida per provare ad uscire dallo stallo in cui si trova la Rai.

«Ritirate Agnes»

«Come sempre ci vuole un compromesso. Dico al centrodestra: ritirate Agnes. Dico alla sinistra: volete un presidente di garanzia? Fate una rosa di nomi che la sottopongo io al centrodestra e provo anche a cercare un nome di garanzia. Non potete però chiedermi che per fare entrare uno di garanzia ne debba uscire uno di centrodestra che fa perdere l’equilibrio dei numeri», dice il presidente del Senato parlando ad una iniziativa a Pantelleria. «D’altra parte, se un nome lo suggerissi io verrebbe subito classificato come fascista. Se loro domani ci danno una rosa di nomi accettabile per il centrodestra io provo a trovare la quadra». Ma Pd e Avs rispondono con un no secco: «Tempo scaduto - dicono - ormai resta una frattura istituzionale non solo legata alle nomine ma anche alla mancata riforma dell’ente radiotelevisivo pubblico». «Il governo Meloni - spiega il dem Piero De Luca - ha fatto scivolare indietro il nostro Paese sulla tutela della libertà di stampa. Le dimissioni dalla Commissione di Vigilanza hanno consentito di accendere un faro e denunciare la frattura politica ed istituzionale legata alla gestione della Rai e alla mancata attuazione della sua riforma. Ricordiamo che il regolamento Ue dell’European Media Freedom Act (Emfa) è entrato in vigore quasi un anno fa, in data 8 agosto 2025, e da allora il governo e la maggioranza di destra non hanno fatto nulla per applicare in Italia le disposizioni necessarie, continuando a mantenere pratiche e norme che violano la nuova disciplina».

«Occupazione»

De Luca elenca una serie di inadempienze da parte della maggioranza che rendono il dialogo con le opposizioni sempre più conflittuale. Fa riferimento anche alla direttiva Ue 2024/1069, cosiddetta antislapp, conosciuta come “legge Daphne” in memoria della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia uccisa nel 2017. La direttiva introduce misure contro le querele temerarie, le azioni legali utilizzate come strumento intimidatorio contro giornalisti e attivisti: l’Italia detiene il primato europeo e ad aprile è scesa al 56° posto nella classifica di Reporter senza frontiere, perdendo sette posizioni rispetto al 2025. «Sono anni che chiediamo al presidente del Senato La Russa di intervenire sulla paralisi voluta dalla destra della commissione bicamerale di vigilanza della Rai – rilancia Angelo Bonelli di Avs – La Russa parla dopo le dimissioni dell’opposizione dalla Vigilanza Rai ma principalmente dopo l’occupazione di ogni spazio di informazione della Rai da parte di Palazzo Chigi. La realtà è che a poco meno di un anno dalle elezioni questa maggioranza di destra ha occupato ogni spazio, trasformando la Rai in uno strumento di propaganda per il governo di Giorgia Meloni, cercando di nascondere la crisi economica e sociale nel Paese». La conclusione: «Il tempo delle mediazioni con chi ha occupato il servizio pubblico è scaduto. Non siamo più disponibili».

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