La cerimonia.

«Qui si impara a pensare, la democrazia è fatta di persone che pensano» 

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L'Università è ancora, anzi oggi più che mai, il luogo che prepara al futuro. Lo ha voluto evidenziare la presidente della Regione, Alessandra Todde: «Studiare richiede sacrifici ma è un atto di libertà che offre strumenti per scegliere il proprio futuro». Lo ha ribadito il rettore dell’ateneo turritano, Gavino Mariotti, al suo ultimo anno di mandato, citando Piero Calamandrei, uno dei padri della nostra Repubblica, componente della Costituente: «L’Università non è un luogo dove si impara a memoria, ma dove si impara a ragionare e a discutere, perché la democrazia è fatta di persone che pensano». Le giovani e i giovani sono chiamati ad avere un ruolo importante nella sfida che attende l’Europa ora che deve ridefinire il suo assetto. L’Università di Sassari, che ieri mattina al Teatro Verdi ha inaugurato il suo 464° anno accademico, resta uno dei luoghi più simbolici della città con la memoria della storia politica e culturale nel secolo breve.

La governatrice

La presidente Alessandra Todde ha ricordato i sassaresi illustri (Segni, Cossiga e Berlinguer) e anche «Adelasia Cocco: ha studiato qui la prima donna d'Italia a diventare medico condotto». L’Università come «sede dove si impara ad accettare le opinioni anche diverse dalle nostre, e mai come oggi c’è bisogno di luoghi che non cedano alla velocità del presente ma esercitino il tempo lungo della riflessione e della ricerca, di una ricerca che non resti chiusa nelle aule e nei laboratori ma aiuti la crescita della società». Di qui l’aggancio all’opportunità dell’Einstein Telescope: «Il territorio che lo ospiterà sarà al centro della fisica mondiale e le due università sarde sono partner qualificati del progetto». La presidente Todde ha poi ricordato che per la Regione «investire in diritto allo studio, ricerca e accesso alla formazione significa rimuovere le disuguaglianze, trattenere i talenti e guardare al futuro sviluppo dell’Isola».

L’ultimo anno di Mariotti

Dopo un brevissimo discorso il rettore Gavino Mariotti ha lanciato un video che ha evidenziato i risultati raggiunti nel 2025 (quarto posto tra gli atenei di dimensione media) e in generale di un mandato che sta per scadere. Sono cresciute le immatricolazioni, grazie pure all’introduzione del “semestre libero” per le aree medica e veterinaria: i nuovi ingressi sono saliti a 4.301, portando il totale degli iscritti a quota 12.199. Sono invece 620 i docenti, e di questi ne sono stati reclutati 419. Il personale tecnico-amministrativo arriva a 501 unità. «Abbiamo destinato 70 milioni di euro all’ammodernamento delle sedi (Polo Umanistico, Veterinaria, Agraria), al nuovo lotto di Piandanna e all’avanguardistico Centro di Simulazione Medica». Fiore all’occhiello il coordinamento dell’ecosistema e.INS (Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia), un progetto da oltre 130 milioni di euro volto a rilanciare la Sardegna attraverso la medicina preventiva, il turismo e l’innovazione sostenibile.

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