L’evento.

Qui batte il cuore di Santo Stefano 

Cena sotto le stelle per 500 persone alla prima festa della parrocchia 

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I più puntuali hanno iniziato ad arrivare quando ancora i cancelli erano chiusi. Poi piano piano è toccato a tutti gli altri, con il parco della chiesa di Santo Stefano in via della Musica che si è riempito come non si vedeva da tempo.

Erano in più di 500 alla cena solidale sotto le stelle organizzata dalla parrocchia e dal nuovo Comitato di Santo Stefano insieme all’associazione Admiss ong per raccogliere fondi per le opere missionarie di don Carlo Rotondo, collegato in diretta, e inserite nella prima festa d’estate di Santo Stefano.

Il quartiere difficile

Una folla di anziani e giovani, che nonostante il caldo afoso e le zanzare, non è voluta mancare all’appuntamento, dimostrando soprattutto il senso di comunità di un quartiere che cerca di tirare avanti, senza servizi al suo interno e che negli ultimi 20 anni è passato da 12 mila a 9 mila abitanti. Persone che sono di fatto rimaste a vivere in città ma che hanno cambiato zona.

È qui tra le grandi macro aree di Santo Stefano, Is Arenas e via della Musica, che la chiesa resta l’unico vero punto di aggregazione, grazie anche all’opera instancabile del parroco don Giulio Madeddu capace di attrarre con varie iniziative sia i ragazzi che gli anziani.

Il parroco

«Vedere la partecipazione di così tanta gente ci fa davvero piacere» dice don Giulio, «in un territorio così vasto è un impegno fare comunità. La parrocchia abbraccia tre quartieri e oltre a Santo Stefano, a via Della Musica e Is Arenas bisogna considerare anche le case sparse del parco di Molentargius. Con i servizi che sono tutti concentrati tra viale Colombo e le strade interne che da raggiungere non è facile». Per questo, questa cena, questa, festa ma anche tante altre cose, «sono importanti perché qui la parrocchia è l’unica realtà».

I protagonisti

Ai tavoli tantissime persone che hanno voluto dare il loro contributo. «Vivo qui da quando la chiesa era un capannone», dice Mario Bellisai 80 anni, «queste iniziative sono lodevoli, socializzare, coinvolgere le persone». Accanto a lui Luciana Dessì, 85: «A chi non fa piacere una notte all’aperto, mangiando insieme, facendo nuove amicizie?». Vicino alla fila interminabile per ritirare il vassoio c’è Mariella Satta 70: «Faccio parte della Comunità di Santo Stefano e la parrocchia sta facendo tante cose per tenere unite le persone».

Il Comitato

Soddisfatto Emanuele Puddu, presidente del Comitato di Santo Stefano: «Stiamo cercando di coinvolgere sempre più persone nelle attività della chiesa, compresi i ragazzi più giovani – sono le sue parole– . Anche per questo è nata la prima festa di Santo Stefano. Io sono nato qui, ho vissuto tutta la crescita della parrocchia». Bis di folla anche ieri per il concerto di Antonio Pani nel cortile parrocchiale in via Boito. La festa proseguirà il prossimo fine settimana.

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