Amministrative

Quartu, sfida aperta nella terza città sarda 

Campo largo civico, centrodestra e outsider: l’uscente Milia se la vede con Porcu e Matta 

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Dopo la corsa dei candidati sindaci e consiglieri comunali, cala il silenzio elettorale a Quartu dove oggi e domani si va alle urne in un clima di grande attesa. I votanti della terza città della Sardegna sono poco meno di 62mila, 61.329 per la precisione, anche se tornando indietro di cinque anni i numeri sugli elettori che realmente si sono recati alle urne per le Amministrative di allora segnano un astensionismo che supera - anche se di poco - il 50 per cento.

La sfida

In corsa tre candidati sindaci, 429 gli aspiranti consiglieri in campo per contendersi i 28 posti a disposizione nel parlamentino di via Porcu. La sfida per la fascia tricolore è fra Roberto Matta, imprenditore turistico sostenuto dalla civica Turismo e progresso con 28 candidati consiglieri, Marco Porcu - ex assessore regionale con la Giunta Solinas, esponente di FdI, alla guida del centrodestra quartese che è riuscito a mettere su 6 liste con 159 candidati, una civica e 5 rappresentate dai partiti, FdI, FI, Lega, Riformatori, Sardegna al Centro 2020. Il sindaco uscente Graziano Milia - già al governo della città dal 1993 al 2001, rieletto nel 2020 - tenta la riconferma per la poltrona da primo cittadino con 9 liste senza simboli di partito e 242 candidati. La sua è una coalizione civica a trazione progressista, stavolta con tutto il centrosinistra unito. Diversi programmi, slogan contrapposti - “La rinascita di Quartu non si deve fermare” per Milia, “Quartu cambiamo passo” per Porcu, e “dal litorale al centro” per Matta - ma uniti nell’ultimo appello rivolto ai quartesi: “Andate a votare”.

L’astensionismo

Perché la vera sfida nelle elezioni quartesi - oltre contendersi la poltrona da sindaco e i banchi da consiglieri in Municipio - sarà abbattere - o comunque ridurre - l’astensionismo che alle scorse comunali ha superato il 50 per cento, il 50,24 per la precisione (30.714 elettori che non hanno votato), quasi tre punti percentuali in più rispetto alla tornata del 2015, quando a disertare le urne era stato il 47,97 per cento dei cittadini con diritto di voto. La missione è intercettare quella parte di elettorato, di fatto dormiente per le Amministrative, presente in massa alle urne pochi mesi fa per il referendum costituzionale per la Giustizia: in quell’occasione l’affluenza è stata del 52,51 per cento.

Da ieri per tutti i candidati in corsa è scattato il silenzio elettorale. Oggi l’apertura delle porte nelle scuole trasformate in seggi. Oltre sessantamila cittadini che potranno esprimere la propria preferenza dalle 7 alle 23, mentre domani c’è tempo dalle 7 alle 15. Poi il via alle operazioni di spoglio sezione per sezione.

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