Il voto di giugno

Quartu, Milia cerca il nuovo bis Porcu e Matta pronti a sfidarlo  

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Adesso è ufficiale, la corsa per la poltrona da sindaco di Quartu è a tre: a contendersela sono il primo cittadino uscente Graziano Milia con il suo progetto senza simboli di partito, Roberto Matta con una civica, e il candidato della coalizione di centrodestra Marco Porcu. Tutti pronti per la competizione elettorale, posizionati ai nastri di partenza con un esercito di oltre quattrocento aspiranti consiglieri comunali al seguito. Simboli e liste sono stati depositati - con documenti e firme al vaglio della commissione circondariale - adesso spazio alla maratona in città - senza risparmiare il litorale e le località della costa - a caccia di voti con programmi alla mano.

Il sindaco uscente tenta la riconferma con nove liste in coalizione, tre in più rispetto alla “famiglia” Rinascita con cui governa la città da fine 2020. A sostenerlo in questa tornata elettorale ci sono la lista Milia sindaco, Per Quartu, Avanti Quartu, Cittadini per Flumini e Quartu Sant’Elena, Movimento civico, Federalisti autonomisti liberal democratici, Patto democratico per Quartu, Verdi e Sinistra Ajó, Polo civico Uniti in Movimento. Nove liste in tutto con duecentoquarantadue aspiranti consiglieri comunali.

Sei liste con centocinquantanove candidati per il centrodestra guidato da Marco Porcu. Al suo fianco tutti i partiti alleati dello schieramento, a parte l’Udc che ha deciso di non presentare la lista: in squadra le liste di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Riformatori, Sardegna al Centro Venti20, e la civica - Futura - del candidato sindaco.

Ventotto i candidati di Roberto Matta, imprenditore turistico - e fondatore dell’Associazione turistica di Quartu - che corre con la civica Turismo e progresso, un progetto fuori dagli schemi della politica: la lista mette insieme imprenditori, insegnanti, operatori del turismo, lavoratori nel sociale e nel settore culturale.

Di fatto la vera sfida nelle elezioni quartesi del 7 e dell’8 giugno sarà abbattere - o comunque ridurre - l’astensionismo che alle scorse comunali ha superato il 50 per cento, il 50,24 per la precisione (30.714 elettori che non hanno votato), quasi tre punti percentuali in più rispetto alla tornata del 2015, quando a disertare le urne era stato il 47,97 per cento dei quartesi con diritto di voto. Obiettivo intercettare quella parte di elettorato, di fatto dormiente per le Amministrative, presente in massa alle urne pochi mesi fa per il referendum costituzionale per la Giustizia: in quell’occasione l’affluenza è stata del 52,51 per cento.

Federica Lai

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