Il focus.

Quando il “sì” non è per sempre 

Don Meconcelli: «Si chiede la revoca del matrimonio per risposarsi in chiesa» 

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Il matrimonio religioso è per sempre. Anzi, no. Ci sono casi e situazioni particolari che consentono di pronunciare il fatidico “Sì” di fronte a un sacerdote anche una seconda volta. Per farlo è necessario ottenere la nullità del matrimonio dal Tribunale ecclesiastico. La procedura è complessa, ma a dispetto del procedimento di divorzio civile, è certamente meno costosa e più veloce. Dal 2017, quando Papa Francesco ha attuato la riforma del Diritto processuale, a Cagliari chi gestisce le cause di nullità del matrimonio canonico (sacramento) per gran parte della Sardegna è il Tribunale ecclesiastico interdiocesano sardo, che ha sede nell’episcopio di piazza Palazzo.

Le cause

Collegare il Tribunale ecclesiastico alla Sacra Rota riporta ai tempi ai tempi dell’inquisizione, quando bastava un sospetto per finire al rogo. Acqua passata, lo si capisce al volo incontrando, nell’ufficio con vista sul Golfo degli Angeli, don Emenuele Meconcelli , 50 anni, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico interdiocesano sardo (Teis) . Clergyman su misura e sorriso che regala fiducia, è il responsabile di un organo giudiziario che deve muoversi su due rotte parallele: “rigore probatorio e sensibilità umana”. «Ci occupiamo esclusivamente di cause matrimoniali. Solo se autorizzati dalla Santa Sede e per vicende eccezionali, possiamo trattare cause penali». Fatta questa premessa, il sacerdote vuole sfatare una leggenda. «Ottenere la nullità del matrimonio religioso è davvero alla portata di tutti, non è costoso, è molto veloce e il 95% dei procedimenti si risolve positivamente». Il processo del Tribunale ecclesiastico, però, è articolato. «Nel campo civile separazione e divorzio, soprattutto se consensuali, sono più semplici. Da noi – precisa – è più complesso perché segue le regole di un vero processo giudiziario e non di un procedimento amministrativo».

I costi

Il sacerdote fa due conti. «Papa Francesco ha consentito che, se non appellata, la sentenza del Tribunale ecclesiastico possa diventare esecutiva in circa 12 mesi dall’istruttoria». Niente a che vedere con i cinque anni o più necessari nel 2006 fa per la decisione definitiva. Quanto costa annullare il vincolo di matrimonio? «La spesa per l’istruzione della pratica è di 525 euro, mentre le parcelle degli avvocati rotali sono parametrate su criteri stabiliti dalla Conferenza episcopale italiana e oscillano tra i 1.500 e i 3.000 euro, tasse escluse». Spese che però sono state sostenute da appena un quarto di chi ha chiesto l’intervento del Tribunale ecclesiastico. «L’anno scorso, su 73 procedimenti arrivati a sentenza e 8 archiviati, ben 52 cause hanno ottenuto il gratuito patrocinio, mentre 26 hanno usufruito dell’esenzione totale del contributo al Tribunale e 12 la rateizzazione». Quindi il Tribunale ecclesiastico interdiocesano non si regge con i processi? «No, anche perché i costi di gestione superano i 455.000 euro all’anno».

I motivi

Ma perché si decide di chiedere la nullità del matrimonio? «Non c’è dubbio – afferma don Meconcelli – il motivo principale è che uno dei coniugi vuole risposarsi in chiesa». Sono più gli uomini o le donne a chiedere il provvedimento? «Non c’è differenza di genere». E l’eta? «Tra i 40 e i 50 anni».

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