Loreto. Accoltella più volte la moglie in casa al culmine di un violento litigio e la lascia agonizzante a terra, poi va dai carabinieri con i vestiti insanguinati e confessa: «L’ho uccisa». È accaduto giovedì intorno alle 22, nella casa dove i coniugi vivevano con il loro figlioletto, che fortunatamente era dalla nonna materna. Dopo il delitto Sami Khemaies, tunisino 39enne,, è stato visto da alcuni residenti barcollare in strada prima di recarsi nella caserma dei carabinieri di Porto Recanati ed essere fermato. I militari hanno fatto irruzione nell’abitazione e hanno trovato in corridoio il corpo senza vita di Luigia Fortunato, 33 anni, operaia in una fabbrica della zona. La relazione nella coppia era piuttosto turbolenta, connotata da un contesto di conflittualità anche per la gestione del figlio, ma la famiglia non era in carico ai servizi sociali e non si erano registrati episodi di violenza. «Sono drammi che colpiscono la città - dice il sindaco di Loreto Moreno Pieroni - ieri sera stare lì e vedere lo strazio dei familiari è stata una cosa drammatica. È uno strazio che stiamo vivendo tutti noi e la città di Loreto: siamo frastornati da questo dramma che colpisce tutta l’Italia, quello del femminicidio che non si riesce a debellare».
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