L’iniziativa

«Proteggiamo la regina dei cieli» 

Aquila, elettrocuzione e sostanze chimiche tra le prime cause di morte nell’Isola 

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La regina dei cieli minacciata dai segni del mondo moderno che modificano la natura. Il suo volo maestoso ed elegante rischia di essere compromesso nell’Isola dalle strutture che utilizziamo per trasportare l’elettricità e dagli agenti chimici usati in procedimenti industriali e attività produttive. Se l’aquila reale oggi non è a rischio in Sardegna ciò non vuol dire che non si debba fare di tutto per proteggerla e far aumentare la popolazione di questo bellissimo rapace, come è stato rilevato due giorni fa in un partecipato incontro (presenti anche alcuni gruppi di studenti) che si è tenuto a Villanova Monteleone, preludio di una mostra fotografica che rimarrà aperta fino al 23 marzo per poi spostarsi nei centri dell’Unione dei Comuni, Mara, Romana, Monteleone Roccadoria e Padria, dove l’iniziativa si chiuderà a fine maggio.

L’iniziativa

Grazie all’associazione Sos Abbilarjos (presieduta da Antonello Lai e di cui fanno parte i fotografi naturalistici Gianluca Doa, Matteo Faedda e Baldassarre Riu), costituita appena quattro anni fa, ma già molto attiva nell’Isola, e alla collaborazione con Ispra, Forestas e corpo forestale, negli ultimi anni è stata portata avanti un’attività di monitoraggio dell’aquila reale. Su 15 aquile inanellate e munite di Tags Gps, 6 sono morte per elettrocuzione, per annegamento in vasconi e per altre cause imprecisate. I cavi a corrente di media tensione sono tra le cause principali di decesso dei rapaci, hanno spiegato Elisabetta Raganella e Riccardo Nardelli dell’Ispra, che hanno illustrato il lavoro fatto anche con Fiammetta Berlinguer dell’Università di Sassari e Riccardo Chessa di Forestas. Inoltre, l’ispettore forestale Umberto Graziano e Marco Muzzeddu, veterinario del centro di recupero di Bonassai, hanno «ricordato i pericoli di intossicazione dei rapaci», in particolare a causa del piombo.

L’allarme dunque è alto sulle difficoltà di tutelare le aquile reali in Sardegna. Così come altre specie, l’aquila del Bonelli, reintrodotta negli ultimi anni, e il grifone, possono essere vittime degli stessi pericoli che insidiano la maggior parte dei rapaci anche nell’Isola. Nonostante questo, proseguiranno, è stato confermato anche dall’assessora regionale dell’Ambiente Rosanna Laconi, i progetti Life dedicati proprio alla reintroduzione di aquila del Bonelli e grifone. Peraltro, l’associazionismo e la sinergia tra Comuni ed enti di tutela dell’ambiente e del territorio possono essere utili per portare avanti i progetti di salvaguardia avviati negli ultimi anni.

La mostra

Il convegno di venerdì, dal titolo “Sa Reina , uno sguardo sull’aquila reale in Sardegna”, è stato anche il preludio per l’inaugurazione della mostra promossa sempre dall’associazione Sos Abbilarjos che sarà poi spostata nei centri vicini. Ottanta scatti, esposti a Su Palatu ‘e sas iscolas e realizzati dai fotografi naturalisti che fanno parte dell’associazione e che raccontano l’aquila nelle sue tante manifestazioni quotidiane, dalla caccia al volo, dal pasto fino all’accoppiamento. Immagini che ci fanno conoscere un rapace che oggi finalmente sta trovando nuovi spazi nell’Isola, dopo che nel secolo scorso è stato cacciato per riempire le bacheche di collezionisti senza scrupoli o abbattuta per evitare che si avvicinasse agli animali domestici, senza tenere conto che l’aquila svolge un ruolo di equilibrio nell’ecosistema animale.

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