Todde in video ringrazia dottori e infermieri, turni organizzati ma solo per pochi giorni

«Pronto soccorso sotto pressione» 

Dopo l’addio ai gettonisti resta il nodo degli organici sottodimensionati 

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La presidente della Regione guarda dritto in camera e va al punto: «Queste – dice Alessandra Todde – sono giornate particolari per il servizio sanitario regionale. La fine dei gettonisti ha aumentato la pressione nei pronto soccorso. Voglio ringraziare i medici, gli infermieri, tutto il comparto, tutti gli operatori che stanno mantenendoli aperti in tutta la regione: veramente il vostro lavoro è prezioso, state rendendo un servizio inestimabile per i nostri cittadini». Ringraziamento dovuto per chi, senza più il supporto dei circa cento medici a gettone garantiti fino a martedì dal Mst group a 81 euro l’ora, tutto compreso, ha contribuito a mantenere operativa la rete dell’emergenza-urgenza dell’Isola nel delicato cambio di sistema.

Turni e tempi d’attesa

I turni di lavoro, a quanto trapela, sarebbero già stati organizzati, anche se si ragiona giocoforza a breve termine: la copertura, al momento, non andrebbe oltre i prossimi 5-6 giorni. Poi si vedrà. Il guaio è che, con l’estate alle porte, bisognerà vedere quale impatto avranno sugli organici sguarniti due varianti stagionali di tutto peso: l’afflusso di quantitativi via via più imponenti di turisti e le ferie di medici e infermieri.

Stando ai dati riportati dal servizio online “Monitor pronto soccorso” (sul portale Sardegna salute) alle 18 di ieri le varie strutture si prendevano cura di sette pazienti in codice rosso e di 30 codici arancioni e il tempo massimo d’attesa era di circa sette ore e mezza per i codici azzurri al “Giovanni Paolo II” di Olbia, mentre a Sassari per i casi meno gravi si prevedevano tra le 5 e le 6 ore, a Tempio 4, al “San Francesco” di Nuoro, dove mercoledì si erano segnalate attese fino a 18 ore, un’ora e mezza per gli azzurri e 5 e mezza per i verdi. Decisamente diverso il quadro riportato dalla consigliera di Fratelli d’Italia Cristina Usai, secondo la quale in Gallura «i tempi di attesa potrebbero superare le 24 ore». Al “Giovanni Paolo II” in particolare ci sarebbero stati «solo due medici in turno anziché i quattro previsti» e «nessun medico dedicato alla gestione dell’Obi/boarding, ovvero di tutti questi pazienti che si trovano in osservazione e in attesa di ricovero», caso piuttosto frequente a Olbia a causa della carenza strutturale di posti letto nei reparti. Peggio, secondo Usai, al “Paolo Dettori” di Tempio: «Un solo medico in turno che lavora con grandi criticità e il sabato notte senza nessuna copertura del turno».

Il piano della Regione

Per far fronte al dopo-gettonisti Todde, che ha tenuto per sé la delega alla Sanità, ha messo in campo un piano fondato su valorizzazione economica del personale dipendente, ricorso ai professionisti iscritti all'albo regionale e mobilità tra aziende sanitarie attraverso le convenzioni. Dopo l'istituzione dell'Albo unico regionale dei professionisti sanitari in libera professione e l'introduzione della tariffa unica per le prestazioni aggiuntive tra aziende del Servizio sanitario regionale, per incentivare il personale già in servizio nei pronto soccorso e nelle strutture più in sofferenza la Giunta ha stanziato 3 milioni di euro. Meno di un centesimo della somma spesa dalla Regione in due anni, secondo l’Autorità nazionale anticorruzione, per la fornitura di personale sanitario a gettone. Cgil, Cisl e Uil hanno dato un giudizio ma chiedono un piano di assunzioni stabili, il completamento delle dotazioni organiche, l'accelerazione delle procedure concorsuali e una programmazione del fabbisogno di personale: soluzioni strutturali, insomma.

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