Entro Pasqua la seduta straordinaria del Consiglio sulla sanità chiesta dall’opposizione. I sindacati convocati il 26 marzo

«Pronto soccorso, sarà un concorso flop: pochi i nuovi medici» 

FdI: solo spostamenti tra ospedali Todde in aula, oggi si decide la data 

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C’è l’allarme sui Pronto soccorso al primo posto tra le emergenze della sanità. «Una situazione ogni giorno più problematica, con turni scoperti e un servizio che viene garantito ai cittadini solo grazie all’abnegazione e al sacrificio dei medici e del personale sanitario», avverte Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia. «Anche e soprattutto su questo tema, oltre al caos organizzativo nelle Aziende, alle difficoltà degli ospedali, alla grave crisi della medicina territoriale, chiediamo che Todde riferisca in aula».

La seduta

La seduta straordinaria dell’assemblea dedicata alla sanità si farà prima di Pasqua. L’ha chiesta il centrodestra unito (ma ci sono anche diversi esponenti della maggioranza favorevolissimi) ai sensi dell’articolo 54 del regolamento dell’assemblea (richiesta di un quarto dei componenti) e oggi il presidente Piero Comandini incontrerà «informalmente» i capigruppo, «e insieme decideremo la data». La scadenza dei 10 giorni dalla richiesta è il 21, sabato, dunque si stabilirà il primo giorno utile della prossima settimana.

La governatrice e assessora alla Sanità ad interim, ruolo che al momento non ha intenzione di lasciare – «in quanto sta conseguendo importanti risultati», dice un consigliere del Campo Largo – sarà chiamata a raccontare all’assemblea a che punto siamo e come si vuole proseguire, anche tenendo conto che la scorsa settimana la Cgil ha proclamato lo stato d’agitazione in tutta l’Isola, e il Coordinamento dei comitati per sanità pubblica ha portato in piazza a Cagliari mille persone (e molti sindaci) per denunciare un malessere pesante in tutti i territori e avviare un dialogo e una collaborazione costante con le istituzioni.

Il concorso

Tornando ai Pronto soccorso, «a oggi tutte le soluzioni prospettate dall’assessore-presidente si sono rivelate un pannicello caldo», prosegue Truzzu. «Anche il concorso, presentato come la panacea di tutti i mali, si rivelerà un buco nell’acqua. Non solo perché una buona parte dei concorrenti non si è nemmeno presentata – bandito per 44 posti, hanno fatto domanda in 52 e partecipato solo in 36 – ma anche perché la quasi totalità dei medici già lavorano nei Pronto soccorso. L’unica vera conseguenza è che i medici si sposteranno dagli ospedali periferici a quelli maggiori, creando ulteriori difficoltà al servizio in periferia e anche in città. Serve una strategia diversa da parte dell’assessore, che per ora sembra un’assoluta chimera».

Il tavolo

Intanto i sindacati restano in attesa. Dopo le numerose sollecitazioni sulla necessità di concretizzare i punti messi nero su bianco nell’intesa firmata il 4 agosto dell’anno scorso, ora hanno ricevuto finalmente una nuova convocazione, il 26 marzo alle 11 in assessorato, all’ordine del giorno: consultazione e informativa periodica sul sistema sociosanitario, evolutività, progressi e criticità.

In quel patto c’è la condivisione delle azioni da mettere in campo per il rilancio e il rafforzamento del sistema sanitario, che passano dall’abbattimento delle liste d’attesa, dalla riorganizzazione della rete ospedaliera e incremento dei posti letto, dalla medicina di prossimità, dalla realizzazione di Case e Ospedali di comunità con l’utilizzo dei fondi del Pnrr, dalle cure per la Terza età, dall’innovazione e dalla telemedicina, dalle assunzioni di personale, dall’emergenza-urgenza da ricostruire.

Le partite aperte

Sullo sfondo la partita non ancora conclusa dei direttori generali delle Aziende (con i ricorsi pendenti), un rimpasto di Giunta che dipenderà anche dall’esito del referendum sulla Riforma della Giustizia, e la decisione della Corte d’Appello sul caso decadenza attesa entro il 30 marzo.

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