«Un disastro ma non ci arrendiamo: presenteremo ricorso al Tar». La decisione del Mibact che dice sì al parco eolico off shore davanti alla costa tra Carloforte, Portoscuso, Gonnesa, Iglesias, Buggerru e Fluminimaggiore si abbatte sul territorio e solleva polemiche.
«Questo intervento per noi è potenzialmente distruttivo. – dice Giuliano Greco, della Carloforte Tonnare Piam – Senza pensare a quando sarà in esercizio, già la fase di installazione ci preoccupa: il fondale sarà smosso, le strutture dovranno essere in qualche modo ancorate e ci saranno conseguenze sull’arrivo dei tonni». Andrea Farris, delle Tonnare Sulcitane, chiede studi approfonditi: «Si tratta della tutela del tonno rosso, si faccia una valutazione specifica interpellando anche l’Icaat».
I sindaci hanno combattuto durante tutta la procedura, iniziata nel 2020. «Mai cambiato linea. – dice Mauro Usai, sindaco di Iglesias e presidente della Provincia – Quali benefici può portare questo progetto alle nostre comunità? Non siamo più disposti a tollerare situazioni di questo tipo. Combatteremo anche di fronte a un parere autorizzativo che sembra inarrestabile». Già nelle scorse settimane i sindaci si sono riuniti a Portoscuso, stabilendo un’azione legale comune se e quando fosse arrivata l’autorizzazione. «Ci sono questioni tecniche importanti, come l’arrivo del cavidotto a Portovesme e il suo tragitto contorto verso la sottostazione. – dice il sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori – Daremo mandato a dei legali per fare ricorso al Tar del Lazio». Contrario anche il sindaco di Carloforte Stefano Rombi: «Utilizzeremo tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per far valere le nostre ragioni».Il parere del Mibact stupisce il Comitato No Eolico Carloforte. «Ci sono dei relitti romani nell’area portuale – dice il presidente Salvatore Obino – e i lavori di installazione avranno un impatto immaginabile sull’ecosistema marino». Per don Antonio Mura, responsabile della Pastorale per il Lavoro e parroco di Portoscuso, «questa decisione sarà uno tsunami. Sì alla transizione energetica ma nel rispetto dell’ambiente, della popolazione e della dignità del territorio». Pietro Cocco, sindaco di Gonnesa, ribadisce: «È necessario un team legale che difenda le nostre comunità da questa imposizione sul territorio e sul paesaggio».
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