Crescere, mettersi in discussione, costruire realtà produttive in grado di affrontare con idee robuste e innovative un mercato sempre più competitivo. È ripartito il programma US, il progetto di alta formazione rivolto alle aziende promosso, per il secondo anno, dal gruppo editoriale L’Unione Sarda. L’esperienza si consolida: in campo, sino al prossimo mese di giugno, ci saranno docenti ed esperti della Sda Bocconi, della Luiss, del Sole 24 Ore e dell’Università di Cagliari. Nella sala Giorgio Pisano, all’avvio dell'attività didattica, ventisei "allievi" molto motivati. A inaugurare le lezioni è stata Marina Puricelli, docente alla Sda Bocconi. «In aula - spiega durante una pausa - ci sono profili di imprenditori e manager relativamente giovani». Un aspetto che assume un particolare significato «in un’Isola che, come il resto d’Italia, invecchia. C’è tanta voglia di confrontarsi e di imparare, non soltanto dai docenti, ma anche dal dialogo che si sviluppa sulla base dei diversi casi aziendali».
Imprenditori e manager
Per spiegare le differenze tra chi ha dato vita all’impresa e chi la dirige, Marina Puricelli ricorre a categorie che usa spesso: il gatto selvatico e il gatto domestico. Il primo rappresenta l’imprenditore, capace di acrobazie, di ripartire dopo le difficoltà e di affidarsi all’istinto. A distinguerlo sono soprattutto la visione e la propensione al rischio. Il secondo richiama invece la figura del manager: più diplomatico, attento agli equilibri organizzativi e ai rapporti di potere interni. Viene evocato il mondo dei felini per ragionare sulle attitudini e sui ruoli.
Le imprese familiari
Tra i temi c’è il futuro delle imprese familiari delle quali, all'interno del Programma US, c’è una qualificata rappresentanza. «Una realtà da valorizzare – secondo la docente – mantenendo però saldo il criterio del merito. Occorre riconoscere chi possiede la vocazione imprenditoriale, chi ha un profilo manageriale e chi può contribuire attraverso competenze operative. Ai successori vanno affidate posizioni coerenti con le loro abilità».
Le voci
Il valore del progetto emerge dalle voci dei protagonisti. Giancarlo Salis, attivo nel settore della comunicazione e della grafica, spiega: «È fondamentale per correggere gli errori». Valentina Loddo, impegnata nel laboratorio di analisi creato dal padre a Sinnai, aggiunge: «Voglio soprattutto capire come far crescere la mia azienda. Non mi metto limiti». Punto di vista condiviso da Gaia Floris, amministratrice di una società che gestisce un centro commerciale a Cagliari: «Desidero ampliare i miei orizzonti». Gianluca Ledda, titolare di un’azienda di prefabbricati in cemento nell’Oristanese: «Voglio avere nuovi strumenti per arricchire il mio bagaglio di conoscenze». Nello stesso ambito operano Francesco e Nadia Masia: «La nostra è un’impresa familiare giunta alla terza generazione. La formazione è uno slancio essenziale». Con loro lo zio Graziano, della seconda generazione: «È l'occasione ideale per migliorare la gestione aziendale a tutti i livelli». Davide Aledda, imprenditore ed enologo nato a Burcei, vuole legare lo sviluppo della sua attività alla valorizzazione delle risorse del territorio, in particolare vino e ciliegie. Infine, da Ozieri, Anastasia Ladu e Manuela Foddis descrivono l’esperienza di una società mista pubblico-privata che opera nello smaltimento e nel trattamento dei rifiuti. Anche loro sono nella sala Giorgio Pisano con un obiettivo chiaro: «Imparare e crescere». Diversa la posizione di Filippo Delpiano, 25 anni: «Sono qui perché coltivo il sogno di diventare imprenditore». Il nuovo ciclo del programma US è stato aperto dagli interventi della direttrice generale del gruppo L’Unione Sarda, Lia Serreli, e del direttore responsabile del giornale, Emanuele Dessì: «Chi partecipa porta con sé non solo la voglia di acquisire nuove conoscenze, ma anche esperienze, responsabilità e domande concrete sul futuro della sua azienda».
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