È partito ieri sera nelle cantine Sedilesu di Mamoiada l’originale viaggio “7 impronte di comunità”, primo progetto pubblico del Distretto rurale del Nuorese. Si tratta di 7 appuntamenti, sino al 9 ottobre, tra Mamoiada, Nuoro, Orotelli, Oliena, Orgosolo, Orani e Fonni. Ogni paese dovrà conoscere l’altro, e lo farà tramite l’ospitalità: Mamoiada accoglie Orani, Nuoro ospita Fonni, Orotelli riceve Mamoiada, Oliena apre a Orgosolo, Orgosolo a Orotelli, Orani a Nuoro e Fonni a Oliena. L’obiettivo è quello di mettere in relazione le comunità attraverso storie, tradizioni e identità.
Prima tappa
Ieri, a Mamoiada, presente la comunità di Orani con l’imprenditrice dei dolci tradizionali Laura Lande, l’architetto Franco Niffoi e la poetessa Sandra Paddeu, guidati da Valentina Loche, che hanno portato le proprie testimonianze a partire da foto storiche personali. Questa impostazione - testimonianze e convivialità - accompagnerà le tappe del progetto. «Si tratta di un primo passo concreto che il Distretto rurale fa in un’ottica di valorizzazione del territorio, non di singoli Comuni», dice il sindaco di Orani, Marco Ziranu. Oggi tappa a Nuoro: a raccontarsi sarà Fonni con gli imprenditori Antonio Masini e Cristoforo Coccollone e le voci del tenore Sos Battor Moros. Il 22 settembre tappa a Orotelli, il primo ottobre a Oliena, il 6 a Orgosolo, il 7 a Orani e il 9 ottobre a Fonni. L’obiettivo del Distretto di rafforzare le relazioni tra realtà vicine e valorizzare un sistema economico nel quale agricoltura e allevamento convivono con viticoltura, artigianato, agroalimentare e turismo. Tra le prospettive un marchio d’area, il rafforzamento delle filiere corte e una maggiore capacità di accesso alle opportunità regionali, nazionali e europee. «Alla base ci sono le imprese. Sono loro che ogni giorno trasformano competenze, saperi e materie prime in lavoro, reddito e presenza nei nostri centri - spiega Guglielmo Puligheddu -. Il Distretto nasce per dare più forza a questo tessuto produttivo e creare relazioni capaci di generare nuove opportunità. Con “7 impronte di comunità” cominciamo da persone e luoghi: conoscersi significa scoprire ciò che ciascuno può portare agli altri».
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