Istat.

Produzione industriale in calo ad agosto 

L’indice a -1,3% su base mensile. Energia a +14,5%, crolla il tessile (-14%) 

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Torna a scendere su base mensile la produzione industriale ad agosto, mentre risale l’allarme dei consumatori sulla tenuta della “fabbrica Italia” e della spesa delle famiglie. Il quadro, nell’ultima fotografia dell’Istat, vede decollare solo l’energia e arrancare molti settori, con il tessile che resta indietro più di tutti.

Dopo il recupero di luglio (+0,6%), l’indice destagionalizzato della produzione industriale cede l'1,3% sul mese. Un calo che, al di là dell’effetto pausa estiva, conferma i segnali di difficoltà: nella media giugno-agosto il livello scende dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti. Sempre ad agosto ma su base annua, l'attività resta invece invariata, al netto degli effetti di calendario.

Guardando ai principali raggruppamenti di industrie, l'unica dinamica mensile positiva si rileva per l'energia (+2,8%), che su base annua cresce in misura ancora più marcata e a doppia cifra (+11,5%). Tra gli altri comparti, vanno male i beni di consumo che arrivano a segnare -4,4% rispetto ad agosto 2025.

I settori

Portando poi lo sguardo ai vari settori, quello che registra i maggiori incrementi annui è la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,5%), seguito a distanza dalle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione (+2%) e dalla fabbricazione dei mezzi di trasporto (+1,0%).

All'opposto, crollano il tessile, abbigliamento, pelli e accessori (-14%), la fabbricazione di prodotti chimici (-11,4%) e di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, di misurazione e orologi (-9,9%).

L’allarme

Numeri che preoccupano i consumatori. Il decollo dell’energia «più che essere un indicatore positivo, attesta l'emergenza in corso», sostiene l'Unc, così come la caduta dei beni di consumo è «il segno delle difficoltà delle famiglie: se non acquistano, non si vende e se non si vende non si produce». Il Codacons parla di «debacle» dell'industria italiana e teme «un peggioramento per la perdurante crisi in Medio Oriente».

L’edilizia

Sul fronte dell'edilizia, dall'Istat arrivano anche i dati sui permessi di costruire del secondo trimestre dell'anno. Il comparto residenziale segna una crescita del numero di abitazioni pari al +3,8% congiunturale - un dato positivo ma ancora insufficiente a recuperare il calo rilevato nel trimestre precedente, sottolinea l'Istituto - e un rimbalzo del +8% su base annua. Bene anche il non residenziale con un incremento del 2,0% rispetto ai tre mesi precedenti e del 5,1% annuo.

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