Le testimonianze.

«Prima di utilizzare il trattore ci pensiamo due volte» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Il prezzo del gasolio continua a frenare l’attività nelle campagne in attesa dei ristori promessi da Regione e Governo. Giorgio Demurtas, titolare di un’azienda zootecnica nel territorio di Muravera, disegna un quadro non certo consolante e chiede risposte rapide per far fronte al caro carburante: «Ci aspettiamo un bando molto semplice, in modo che i soldi arrivino rapidamente per dare ossigeno al mondo delle campagne». Il primo nodo in questo momento è il carburante. Dopo aver raggiunto 1,60-1,65 euro al litro, il prezzo ora è sceso intorno a 1,35-1,36 euro. «La compensazione prospettata, circa 30 centesimi al litro, – aggiunge Demurtas – sarebbe un sollievo. Prima di utilizzare il trattore molti allevatori ci pensano due volte». Leonardo Salis, allevatore di Dorgali e presidente provinciale di Coldiretti, quantifica il danno economico provocato dai rincari: «I costi aggiuntivi variano da 1 a 1,20 euro a capo a seconda della tipologia aziendale». I rincari non risparmiano i mangimi: l'aumento registrato varia tra i 3 e i 4 euro al quintale. Discorso analogo per l'erba medica, la cui produzione in Sardegna è stata scarsa a causa della siccità, provocando un notevole rialzo dei prezzi, fino a 10-12 euro in più al quintale per chi acquista in questo periodo. Oltre alle incertezze legate al prezzo del latte, ha un peso il blocco della movimentazione bovina. «Gli allevatori – conclude Leonardo Salis – sono costretti a mantenere i vitelli in azienda, dovendo affrontare ulteriori spese per l'approvvigionamento di cibo e acqua in attesa che i tribunali amministrativi si pronuncino sulla vicenda». ( ma.ra .)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?