Amare dove il desiderio deve restare nascosto, riconoscersi oltre la vergogna, custodire la memoria di chi ha dovuto vivere nel silenzio.
Sono le storie al centro del Premio letterario Lgbtqia+ “Laura Grasso” 2026, che ha assegnato i riconoscimenti a Lucio Aru per “Gent’arrubia”, nella sezione editi, e a Majid Capovani per “L’odore del deserto”, nella sezione inediti. A Vincenzo Patanèè andato il Premio speciale alla carriera, per il suo contributo alla conoscenza e alla diffusione della cultura Lgbtqia+.
La cerimonia si è svolta ieri allo Spazio Pira, nell’ambito del festival letterario Rainbook, promosso dall’Associazione Culturale LGBT+ Baa Bà APS. Il premio rende omaggio a Laura Grasso, cittadina quartese, e al valore della scrittura come strumento di lotta, affermazione, inclusione e conoscenza.
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