Il no secco degli operatori di Pratosardo ad una Zir con governance in mano al Cip, il Consorzio industriale provinciale, ribadito in una riunione mercoledì davanti alla maggioranza guidata dal sindaco Emiliano Fenu, alimenta il confronto politico con l’opposizione che passa all’attacco sul futuro della zona industriale cittadina, e lo fa partendo da un punto fermo: «La linea - sostengono - è già stata tracciata dal Consiglio comunale e da Fenu in campagna elettorale, ora non può essere messa in discussione senza confronto».
Coro di No al Cip
Sono i rappresentanti di SiAmo Nuoro, Pierluigi Saiu e Bastianella Buffoni, ad intervenire con una posizione netta: contrarietà al passaggio della Zir al Cip e pieno sostegno alla gestione in capo al Comune. «La strada è già stata indicata nel 2022: il passaggio della Zir al Comune, così come stabilito insieme agli operatori» ricordano. Secondo l’opposizione, il problema non è solo nel merito della scelta, ma soprattutto nel metodo. «Oggi quella decisione viene rimessa in discussione senza dibattito, senza coinvolgere il Consiglio comunale e, cosa più grave, senza ascoltare chi lavora nell’area industriale. Un metodo sbagliato» dicono Saiu e Buffoni che puntano il dito anche contro quella che definiscono una costante della politica cittadina: decisioni prese ma mai portate a compimento. Un punto fermo anche per Francesca Deambrosis di Forza Nuoro al Centro: «È difficile comprendere la possibile scelta della Giunta comunale di delegare al Cip la gestione di Pratosardo, questo sarebbe in netta contraddizione rispetto alle passate dichiarazioni e ai programmi annunciati. Nonostante la delibera del 2022, assunta anche da persone che oggi siedono nell’attuale maggioranza, fosse chiara nell’impegno a mantenere la gestione al Comune, oggi si potrebbe assistere a un cambio di rotta inspiegabile. Nelle linee programmatiche di questa maggioranza si parla chiaramente di rilancio della zona industriale e di valorizzazione della posizione baricentrica della città. Delegare la gestione al Cip riduce la capacità decisionale dell’amministrazione e allontana il centro delle scelte dal territorio, andando in evidente contraddizione con quanto dichiarato. Pratosardo deve restare al Comune».
Mancanza di visione
Per l’opposizione, il nodo centrale resta la mancanza di una visione strategica. «Il tema Pratosardo si affronta solo partendo da un piano industriale e sviluppo» aggiungono Saiu e Buffoni. Sulla stessa linea anche la consigliera Lisetta Bidoni, che nel 2022 votò no al passaggio della Zir al Comune, ma ora si richiama gli impegni assunti con gli operatori nella scorsa campagna elettorale. «Ci siamo confrontati più volte con loro, ascoltando preoccupazioni e proposte, e abbiamo assunto un impegno chiaro per il rilancio dell’area». E annuncia i prossimi passi: «A breve incontreremo gli operatori per confrontarci direttamente con loro». Insomma, il Cip, per tutti, rimane l’ultima opzione.
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